Missioni: Microprogetto in Kenia

UN POZZO D'ACQUA PER MATAARA - KENIA

Un gruppo di parrocchiani, in vacanza in Sicilia, ha casualmente incontrato dei seminaristi provenienti dal Kenia e dal Cile. Uno di essi Padre Peter Maina Mugo nell' aprile del 2002 è stato ordinato sacerdote direttamente dal Santo Padre Giovanni Paolo II, ed è tornato, nel suo villaggio di origine, Mataara in Kenia, per riabbracciare la famiglia e la sua gente.
Nel corso del suo ultimo anno di studio, prima di tornare definitivamente in Kenia ed esplicare il suo apostolato, Padre Maina, a settembre 2002, è stato ospite di alcuni parrocchiani per visitare Venezia.
In questa circostanza ha presentato il problema che affligge di più la sua gente: la mancanza di un pozzo d'acqua. La gente del suo villaggio deve compiere quasi 15 km a piedi per l'approvvigionamento.
Corrispondenza del dicembre 2002
Carissimi … , Mataara è un villaggio nel distretto di Thika in Kenya. Siamo circa quaranta mila abitanti. E una zona fresca ma accusa della siccità che continua a devastare il corno dell'Africa; il villaggio sta diventando arido e noi abitanti soffriamo per la mancanza dell'acqua.
Siamo a volte costretti a camminare chilometri e chilometri in ricerca dell'acqua che a volte è sporca a causa dell'affollamento delle poche sorgenti che si trovano, insufficienti per noi e per i nostri greggi. Da due anni abbiamo perso parecchi animali morti per la siccità. Bevendo acqua sporca a volte ci colpiscono malattie relative al consumo di quest'acqua. Con le nostre poche risorse economiche non possiamo avere undicimiladuecento Euro per realizzare un pozzo. Per questo motivo chiediamo il vostro generoso contributo per realizzare un pozzo nel nostro villaggio, per offrirei almeno una goccia d'acqua sicura che quotidianamente ne soffriamo. Ci affidiamo alla vostra generosità e Dio vi benedica. Buon Santo Natale ed Anno nuovo 2003. Padre Maina.
 

Le tappe del microprogetto

Quello che P. Maina chiede è un pozzo molto semplice; il costo di 11200 € dipende esclusivamente dall'affitto della trivella per effettuare una perforazione di 80-90 metri. Al resto dei lavori di rifinitura, consistenti nella cementazione delle pareti del foro e la costruzione del manovellismo per tirar su l'acqua con semplici bidoni, provvederebbe direttamente la gente del villaggio.
05/02/2003 Parte l’iniziativa “un pozzo d’acqua per Mataara – Kenya”; In quei giorni viene aperto un conto corrente con firme congiunte da parte di tre parrocchiani (LC, VM, FS) dedicato alla raccolta di fondi per questa specifica iniziativa, presso la filiale di via Pepe della Banca Intesa.
Lo strumento delle “firme congiunte” serve per assicurare quella necessaria trasparenza affinché i soldi raccolti siano effettivamente ed esclusivamente destinati per lo scopo che ci si è proposto e non per altre finalità. L’obiettivo è quello di raccogliere 11.200 Euro, somma stimata necessaria per lo scavo del pozzo.
 
07/06/2003 Dopo 4 mesi dall’inizio della raccolta, si è raggiunto il 94% della somma necessaria; si invita Padre Maina a contattare la ditta di Nairobi che dovrà effettuare la perforazione.
 
08/08/2003 Tra agosto e settembre 2003, vengono inviati a Nairobi, tramite 2 bonifici bancari, la totalità della somma raccolta pari a 12.573,67 Euro; viene chiuso anche il conto corrente.
 
28/09/2003 Inizia la perforazione del pozzo, in ritardo rispetto alle previsioni, a causa del brutto tempo che aveva interessato tutto il Kenya in quei mesi.
 
12/10/2003 Il 12 ottobre è domenica; è stata raggiunta l’acqua a 140 piedi (circa 42 metri di profondità).
 
25/10/2003 Su indicazione del geologo, si prosegue la perforazione fino a 160 piedi (circa 50 metri) e l’acqua esce abbondante.
Vengono fatte le analisi e l’acqua risulta potabile e di buona qualità organolettica.
La ditta provvede al consolidamento dello scavo.
 

Il Pozzo è stato realizzato !

Le fotografie sono commentate da Padre Maina:
 
Ecco l’imboccatura del pozzo profondo 160 piedi (corrispondenti a circa 50 metri) con il contenitore che si usa per tirar su l’acqua.
In mancanza di energia elettrica si tira su l’acqua manualmente con pazienza. Questo è molto meglio che fare diversi chilometri per andare alla ricerca dell’acqua. Ogni giorno si riempiono decine di grandi contenitori così che la gente viene la sera a ritirarli.
 
Il compito di tirar su l’acqua è stato affidato a John che per questo lavoro viene pagato dal villaggio. Il fatto che ci sia un responsabile del pozzo consente che quest’ultimo non sia rovinato.
Qui anch’io (è P. Maina che commenta – è il terzo da sinistra, accovacciato, nell’intento di versare l’acqua) mi sono permesso di condividere con loro la gioia di un’acqua che sembrava non ci fosse, ma che, con uno scavo difficile, l’abbiamo trovata. 
 

Conclusione

Lettera dal Kenya del 12/09/2011
Carissimi,
Sia Lodato Gesù Cristo! Con gioia vorrei inviarvi i miei cari saluti e benedizioni del nostro Signore Gesù.
Vi penso sempre cari amici miei. Siete indelebili non solo nel mio cuore ma anche nel mio villaggio dove ogni goccia dell'acqua che viene bevuta ha un vostro segno. Ho avuto due settimane con i miei genitori durante la vacanza e mi sono goduto di stare con loro anche se sono in età avanzata e non stanno bene di salute. 
Per fortuna che in questi giorni sta piovendo forte e in questo modo si prevede un buon raccolto ed anche il mangiare per gli animali. Il problema e' soltanto che con troppa pioggia tante case vengono portate via e la gente è costretta a trovare rifugio nei piani alti. Ma la gente preferisce i danni portati dalla pioggia che quelli portati dalla carestia e siccità. La gente del mio villaggio vi ringrazia sempre per il pozzo che non si secca mai perché è talmente profondo che neanche la siccità lo fa seccare. Con l'aiuto di un ente non governativo abbiamo installato una pompa azionata da un mulino a vento per tirar su l’acqua; questa tecnologia ci è costata meno di 300 Euro. Così abbiamo sostituito la manovella a mano che comportava inevitabilmente che il pozzo si sporcasse ed ogni tanto qualcuno doveva  calarsi nel pozzo per pulirlo. Comunque la tecnologia del mulino a vento non era ancora arrivata nella nostra zona quando nel 2003 abbiamo fatto il pozzo.
Con l'acqua del pozzo si riesce a coltivare qualche verdura anche se, durante i periodi di siccità, raccomandiamo di non usarla tanto per l’irrigazione ma solo per gli usi personali. Ma quando piove come in questi giorni, tutti possono innaffiare le loro verdure con l'acqua del pozzo. Che Dio vi benedica e sostenga il vostro lavoro. Prego per voi sempre e, Dio volendo, ci vedremo ancora. Un abbraccio affettuoso.  P.Maina
 
 
 
 
 

Realizzato con Drupal, un sistema per la gestione dei contenuti informativi open source

Sito della Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria,
Via Altobello 4 - Piazzale Madonna Pellegrina
Venezia Mestre -
 

Tel e fax 041980161

e_mail [email protected]

Chi è on-line

Ci sono attualmente 0 utenti e 0 visitatori collegati.