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Servizio Informazione Religiosa
Aggiornato: 1 settimana 4 giorni fa

Giovanni Paolo II: Mestre, domani la presentazione del libro “Toccare la santità” di don Robert Skrzypczak e Arturo Mari

15 maggio 2017 - 4:00pm

Da un “viaggio” ideale di due testimoni – un sacerdote e un fotografo -, attraverso il pontificato di Giovanni Paolo II è nato un nuovo libro sul Papa santo polacco: “Toccare la santità” è il titolo del testo di testimonianze su Giovanni Paolo II redatto a quattro mani da Robert Skrzypczak e Arturo Mari per le edizioni “Fede & Cultura”. Verrà presentato a Mestre, nell’aula magna dell’Istituto di cultura Laurentianum e in collaborazione della Fondazione del Duomo di Mestre, la sera di martedì 16 maggio alle ore 20.45. Così don Robert stesso, nella sua prefazione al libro, parla dei due testimoni-autori: “Uno lo vedeva da molto vicino ed era il suo fotografo personale; l’altro lo osservava da lontano, dalla patria di Karol Wojtyła, ed è un sacerdote della cosiddetta generazione GPII. Il primo esamina ogni dettaglio di vita del Grande Papa con il suo obiettivo di reporter, il secondo tenta di scrutare il suo pensiero e i suoi traguardi. Entrambi condividono un sentimento di ammirazione verso la persona e il profumo di santità di Giovanni Paolo II”. E apre anche la pagina dei ricordi personali e in particolare di quando il giovane don Robert, diacono e a poche settimane dall’ordinazione sacerdotale, prestò servizio a fianco del Papa in una Messa a S. Pietro: “Giovanni Paolo II ha vissuto la liturgia in una dimensione diversa, a contatto con Qualcuno. La forza della relazione con il Cristo, raggiunta durante la Santa Messa, era per me una novità assoluta. Il Papa era raccolto e immerso nella preghiera. Si era rianimato durante l’omelia, per poi ritornare, subito dopo, alla sua inusuale intimità con il Signore. Lo toccava, Gli parlava, Lo assorbiva con tutto se stesso…”.

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Servizio civile: Cnesc, “chiarire la posizione su obbligo o volontarietà”

15 maggio 2017 - 3:44pm

“Siamo grati anche alla ministra Pinotti per aver sollecitato l’ampliamento del servizio civile a tutti i giovani che vogliono farlo”. Lo afferma oggi la Consulta nazionale enti di servizio civile (Cnesc) a proposito delle dichiarazioni della ministra della difesa, Roberta Pinotti, su una qualche forma di servizio civile obbligatorio. “In questi 15 anni – rileva la Cnesc – solo 400.000 giovani, sul milione che ha fatto domanda, hanno potuto svolgerlo a causa della carenza di fondi messi a disposizione. Un giovane costa allo Stato per un anno di servizio 5.300 euro. La risposta dovrebbe arrivare mediante l’attuazione del Servizio civile universale, il cui decreto è stato appena licenziato, su base volontaria”. Cnesc si chiede se ci siano, “invece, minacce che spingono al ritorno alla leva obbligatoria, civile e militare”.  Nel caso, precisa, “sarebbe bene conoscerle e discuterne”. “Chiarita la posizione su obbligo o volontarietà – sottolinea  -, accogliamo pienamente la sfida di rendere complementari il servizio civile e quello militare, per una comune difesa della patria”, visto il servizio civile ha tra le finalità “la difesa civile e non armata, assieme al dovere di partecipazione sociale e civica”. Cnesc auspica che “questo richiamo del ministro della Difesa venga messo alla base della definizione della programmazione triennale, uno degli architravi della ambiziosa legge del Servizio civile universale”.

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Società: De Palo (Forum), “in prossima finanziaria patto di non belligeranza su natalità, politiche familiari e fiscali”

15 maggio 2017 - 3:29pm

“Esprimiamo tutta la nostra gratitudine per il messaggio del presidente Mattarella in occasione della XXIII Giornata internazionale della famiglia che ricorre oggi”: lo afferma Gianluigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, realtà che rappresenta le istanze di circa 4 milioni di famiglie e che, nella giornata di ieri, ha riempito il Colosseo di passeggini e seggioloni vuoti per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema della natalità. “Come ha affermato il presidente della Repubblica – prosegue De Palo – le istituzioni facciano tesoro di quanto accaduto, per non lasciare sole le famiglie davanti ai cambiamenti e alle asperità dei tempi. Promuovere azioni a favore delle famiglie, volte a contrastare la marginalità, a prevenire le crisi e le fragilità che possono condurre a conflitti e disgregazioni, è interesse dell’intera comunità”.
“In teoria – osserva il presidente del Forum – tutti sappiamo cosa si deve fare, nella pratica la politica sembra essere incapace di dare un segnale di concretezza”. Di qui l’auspicio che “le parole del capo dello Stato non cadano nel vuoto: le famiglie sono stanche di prese di posizione di circostanza che non si trasformano in azione politica”. “Sostenere le famiglie – conclude De Palo – è un investimento sul futuro di tutti, per questo chiediamo a tutti i partiti di firmare, in vista della prossima legge di stabilità, un patto di non belligeranza sui temi che riguardano la natalità, le politiche familiari e fiscali che riguardano le famiglie italiane”.

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Diocesi: mons. Graziani (Crotone), “sgomento”, “preghiera” e “fiducia” nella giustizia dopo i fermi a carico della Misericordia di Isola Capo Rizzuto

15 maggio 2017 - 3:10pm

“Attendo notizie certe dall’indagine in corso ma resto amareggiato per quello che è avvenuto”. Lo afferma al Sir l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina, mons. Domenico Graziani, dopo il fermo di 68 persone, questa mattina. Tra queste il parroco di Isola Capo Rizzuto, don Eduardo Scordio, e il responsabile della Misericordia, Leonardo Sacco. La Misericordia gestisce il Centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Isola, uno dei più grandi d’Europa, che secondo le indagini sarebbe stato controllato dalla cosca Arena. “Sgomento”, “preghiera” e “fiducia” nella giustizia sono i sentimenti di mons. Graziani in queste ore. Il presule esprime “rammarico perché un’azione che poteva essere benefica per un territorio bisognoso non abbia potuto avere, con stili diversi, buoni frutti”. In serata si attendono gli atti canonici conseguenti a questa situazione.

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Papa Francesco a Genova: pubblicato dalla Sala Stampa il programma ufficiale

15 maggio 2017 - 2:54pm

Dopo la partenza alle ore 7 a Casa Santa Marta e il decollo alle 7.30 dall’aeroporto di Ciampino, il Papa atterrerà all’aeroporto di Genova, il 27 maggio, alle 8.15. Comincerà così il suo quindicesimo viaggio pastorale in Italia. Primo incontro – si legge nel programma ufficiale della visita pastorale, diffuso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede – quello con il mondo del lavoro allo Stabilimento dell’Ilva: alle 8.30 Francesco risponderà a quattro domande dei lavoratori. Stesso schema domande-risposte per l’incontro, alle 10, con i vescovi della Liguria, il clero, i seminaristi e religiosi della regione, i collaboratori laici della Curia e rappresentanti di altre confessioni nella cattedrale di San Lorenzo, dove il Papa verrà accolto dal saluto del card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, e per l’incontro con i giovani della missione diocesana, alle 12,.15, nel santuario della Madonna della Guardia. I detenuti del carcere di Genova seguiranno l’incontro con i giovani in collegamento televisivo, e Francesco porgerà loro un breve saluto. Alle 12 il pranzo con i poveri, i rifugiati, i senza fissa dimora e i detenuti nella sala del caminetto del santuario. Nel pomeriggio, alle 15.15, è in programma l’incontro con i bambini dei cari reparti all’ospedale pediatrico Giannina Gaslini. Alle 16.30 il trasferimento in auto a piazzale Kennedy, dove alle 17 si terrà la concelebrazione eucaristica, con l’omelia del Papa e il saluto del card. Bagnasco. Il trasferimento all’aeroporto è previsto alle 18.30, quando ai piedi della scaletta dell’aereo Francesc benedirà una statua della Madonna di Loreto, prima di ripartire un quarto d’ora dopo alla volta di Roma. L’atterraggio a Ciampino è previsto alle 19.30, poi il trasferimento in auto in Vaticano.

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Pastorale giovanile: Cei, un logo per accompagnare i giovani verso il Sinodo

15 maggio 2017 - 2:51pm

Un’immagine/logo per accompagnare, come Chiesa Italiana, i giovani nel cammino dei prossimi due anni verso il Sinodo dei Giovani. È l’iniziativa del Servizio nazionale di pastorale giovanile (Snpg) che, informa, “lo utilizzerà per rendere riconoscibili i diversi sussidi” mettendolo anche a disposizione “per chiunque volesse utilizzarlo nell’ambito del Sinodo”. L’immagine, dipinta dall’artista Giuseppe Sala, mostra due discepoli sotto il segno curvo di un ingresso che “conduce in una casa (o al sepolcro la mattina di Pasqua?), ed è – spiegano dalla Pastorale giovanile – il segno che ci fa capire che i due discepoli sono sulla soglia della casa in cui il Signore abita. Hanno accolto il suo invito, lo hanno seguito e stanno vedendo con i loro occhi”. “La ricerca non è mai conclusa, la casa è sempre da desiderare e la soglia è sempre da varcare – si legge in una nota del Snpg – La porta è aperta anche perché non ci sia costrizione, ma solo amorevole comunione: solo lasciandosi mettere in discussione alla domanda “Volete andarvene anche voi?” (Gv 6,67) è possibile scegliere di stare con il Signore”.

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Diocesi: Assisi, prosegue Settimana della Spogliazione. Oggi Messa dell’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Boccardo

15 maggio 2017 - 2:48pm

San Francesco riportò pezzi del mantello del vescovo Guido sul suo abito penitenziale. È questa la deduzione a cui è arrivata dopo lunghe ricerche scientifiche dei materiali la restauratrice Maria Giorgi, incaricata dal Protomonastero delle clarisse di Santa Chiara. Il risultato dello studio è stato presentato nella serata di ieri, domenica 14 all’interno della Sala della Spogliazione, ad Assisi. Attraverso alcune slide ha presentato il lavoro di studio dei materiali rinvenuti nel 2007; alcuni frammenti ritrovati in una scatola e altri avvolti in un rotolo con un cartiglio con su scritto “Mantello del vescovo Guido”. Il programma della Settimana della Spogliazione continua oggi, alle ore 17 con la Messa presieduta da mons. Renato Boccardo, arcivescovo della diocesi di Spoleto-Norcia, la presentazione delle attività della Caritas e la catechesi di padre Giulio Michelini. Il 16 maggio, sempre alle ore 17, Messa presieduta da mons. Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello con l’animazione del coro di San Francesco diretto da padre Giuseppe Magrino. A seguire la testimonianza dell’Associazione Papa Giovanni XXIII e la tavola rotonda con l’economista Stefano Zamagni, l’imprenditore Brunello Cucinelli e il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti. Modera il direttore di Avvenire Marco Tarquinio. Tutte le giornate sono visibili via web sul sito della diocesi (www.diocesiassisi.it) e sulla pagina Facebook.

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Iraq: tre vescovi siri chiedono protezione internazionale per i cristiani nella Piana di Ninive. Patriarcato caldeo si dissocia

15 maggio 2017 - 2:23pm

Sta creando imbarazzo la dichiarazione diffusa venerdì 12 maggio da tre vescovi siri (uno siro-cattolico e due siro-ortodossi) del nord dell’Iraq, in cui si richiedeva la creazione di un’area protetta riservata ai cristiani nella Piana di Ninive, da porre sotto uno scudo di protezione internazionale, per sottrarre i battezzati iracheni da persecuzioni e violenze settarie. La Provincia di Ninive, disseminata di cittadine e villaggi a maggioranza cristiana, era stata conquistata dai jihadisti dell’autoproclamato Stato Islamico (Daesh) tra la primavera e l’estate del 2014. In quei mesi, decine di migliaia di cristiani iracheni erano fuggiti dai loro villaggi davanti all’avanzare delle milizie jihadiste, in gran parte trovando rifugio nella Regione autonoma del Kurdistan iracheno. La dichiarazione diffusa venerdì scorso, riferisce Fides, rivolta alle autorità regionali e nazionali e agli organismi internazionali, è stata sottoscritta da due arcivescovi di Mosul – il siro cattolico Boutros Moshe e il siro ortodosso Mar Nicodemus Daud Matti Sharaf – e da Mar Timotheos Musa al Shamany, arcivescovo siro ortodosso di Bartellah. I tre arcivescovi chiedono di trasformare la Piana di Ninive in area autonoma, posta sotto la protezione internazionale delle Nazioni Unite, per sottrarla a conflitti e contese e salvaguardare i diritti delle comunità cristiane che in quelle terre hanno il loro radicamento tradizionale. La richiesta non ha trovato il favore del Patriarcato caldeo che il 13 maggio ha diffuso un comunicato ufficiale che rinvia a una recente dichiarazione del patriarca Louis Raphael Sako in cui si sottolineava che in questa fase critica la priorità per tanti cristiani iracheni sfollati è quella di provare a tornare alle loro città di origine e alle loro case. Ciò implica l’urgenza di ricostruire le infrastrutture andate distrutte, anche approfittando di aiuti internazionali. Ma solo dopo il ritorno della stabilità nel Paese potranno essere avviati processi per richiedere la creazione di nuove unità amministrative autonome, come strumenti per tutelare i diritti e la continuità di presenza dei gruppi etnico-religiosi minoritari.

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Misericordie: commissariata la sezione di Isola Capo Rizzuto, “fiducia nell’autorità giudiziaria”

15 maggio 2017 - 2:17pm

“Otto secoli di storia non vengono cancellati da fatti, seppure presunti, così gravi e pesanti”. E’ la posizione della misericordia di Isola Capo Rizzuto, che esprime “forte preoccupazione” per il fermo di don Edoardo Scordio e di Leonardo Sacco, rispettivamente Correttore e Governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto. “Continueremo a dare le risposte ai cittadini e alla popolazione più debole dando continuità ai servizi svolti dalla Misericordia non facendo mancare la risposta ai bisogni di assistenza e di carità”, si legge in un comunicato diffuso a conclusione dell’assemblea nazionale delle Misericordie, svoltasi ad Assisi. “Confermiamo la nostra totale fiducia nell’operato dell’autorità giudiziaria auspicando una rapida conclusione delle indagini”, prosegue la nota, in cui si annuncia “già da adesso il Commissariamento della Misericordia di Isola Capo Rizzuto e della Federazione Regionale Calabrese”. “La gestione del centro di Isola Capo Rizzuto è da tempo affidata al consorzio Opere di Misericordia” con sede a Firenze – si precisa inoltre nel comunicato – che continuerà i propri compiti nell’interesse degli ospiti secondo i principi che ci contraddistinguono”.

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Malta: verso le elezioni, documento Chiesa cattolica sull’ambiente. “Non si facciano promesse insostenibili”

15 maggio 2017 - 2:02pm

“In questo tempo di campagna elettorale non si facciano promesse insostenibili che in seguito risulteranno dannose per tutti, soprattutto per i più vulnerabili. Rivolgiamo un appello ai partiti perché s’impegnino nel settore dell’ambiente, con fatti, leggi e politiche che non contengono scappatoie che danno origine ad abusi”. Così inizia un lungo documento della Commissione ambientale della Chiesa cattolica a Malta indirizzato ai partiti in corsa per le legislative del 3 giugno. Esso contiene venti richieste precise, tra cui ad esempio, che all’autorità nazionale per l’ambiente e a quella per il patrimonio culturale venga garantito il diritto di veto in materia di permessi; la revisione completa di tutte le politiche e i piani di costruzione; la definizione di regole per l’inquinamento acustico; la riduzione degli sprechi nell’illuminazione. Si chiede anche che i parlamentari rendano note “le posizioni che occupano nelle compagnie e nelle imprese private” e si faccia uno studio annuale delle necessità abitative. Si parla poi di traffico e della proposta di un tunnel tra Malta e l’isola di Gozo, chiedendo che siano valutate alternative attraverso consultazioni pubbliche e studi di fattibilità, che ne considerino l’impatto economico e ambientale. “Quando la Finestra Azzurra è crollata molti si sono resi conto che il nostro patrimonio è fragile, ma è anche una risorsa economica e che la protezione dell’ambiente è importante per il benessere fisico e mentale delle persone”.

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Notizie Sir del giorno: rogo camper rom, caso Buccinasco, cristiani in Medio Oriente, Festival Sabir, previsioni economiche Ue

11 maggio 2017 - 7:30pm

Rogo camper rom: mons. Lojudice (Roma), “troppi bambini crocifissi”

“Non dovremmo uscire da questa chiesa senza un impegno chiaro e preciso con la nostra coscienza e tra noi: che lavoreremo insieme perché i piccoli non soffrano più”. Lo ha detto mons. Paolo Lojudice, vescovo delegato Migrantes del Lazio e membro della Commissione Cei per le migrazioni, nell’omelia della veglia di preghiera per le tre vittime del rogo di Centocelle a Roma, nel quale ieri hanno perso la vita tre ragazze rom: Francesca, Angelica ed Elisabeth, di 4, 8 e 20 anni. “Dobbiamo pregare e agire tutti insieme perché nessun bambino, in nessuna parte del mondo sia più crocifisso – ha affermato il presule -. Troppi bambini crocifissi!”. (clicca qui)

Buccinasco: caso “spostamento” prima Comunione. Don Braga (parroco), “nessuna eccezione”

In merito alle informazioni apparse oggi su alcuni media “a proposito della parrocchia di Maria Madre della Chiesa in Buccinasco, si precisa che è possibile per tutti i bambini della prima Comunione di questa comunità – come accade ogni anno – cambiare il turno in cui partecipare alle celebrazioni”. Infatti “sono state una decina le famiglie – per motivi differenti – a chiedere e ottenere questa possibilità in vista delle tre celebrazioni di prima Comunione in programma tra sabato e domenica prossima. Tra queste famiglie c’è anche quella della bambina che i giornali menzionano”. Lo chiarisce al Sir il parroco, don Maurizio Braga, proprio in relazione alla sovraesposizione mediatica che si era registrata nelle scorse ore attorno alla parrocchia di Buccinasco. (clicca qui)

Parlamento Ue: in plenaria dibattito su situazione cristiani in Medio Oriente. Gonzales Pons (Ppe), “proteggere le minoranze”

(Bruxelles) “La situazione dei cristiani in Medio Oriente”: su questo tema si svolgerà un dibattito nell’emiciclo dell’Europarlamento la prossima settimana a Strasburgo. Il Partito popolare europeo ha infatti insistito perché fosse inserito anche questo tema nel già fitto ordine del giorno della plenaria: la discussione, alla presenza dell’Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini, si svolgerà nel pomeriggio di martedì 16 maggio. A questo proposito l’eurodeputato spagnolo Esteban Gonzalez Pons, vicepresidente del gruppo Ppe, dichiara al Sir… (clicca qui)

8xmille: Cei per il Nepal, la ricostruzione dopo il sisma comincia da case e agricoltura

A due anni dal disastroso terremoto che nel 2015 ha colpito il Nepal distruggendo 600mila case e causando migliaia di morti e di sfollati, sono stati restituiti i primi report relativi alla ricostruzione finanziata dalla Conferenza episcopale italiana grazie ai fondi dell’8xmille, erogati per tramite della Caritas nepalese. I fondi (3 milioni di euro in due tranche) erano stati stanziati il 27 aprile 2015, immediatamente a ridosso dell’emergenza venutasi a creare nel Paese a causa del sisma e sono stati messi a sistema con l’avvio del Nepal Earthquake Recovery Program (Nerp), un progetto da 24 milioni di euro che ha individuato obiettivi strategici di intervento relativi alle necessità abitative, alla sicurezza sanitaria, alla ricerca di mezzi di sussistenza, al supporto psicosociale. (clicca qui)

Festival Sabir: Forti (Caritas), “attacco a solidarietà sintomo di un Paese che sta smarrendo se stesso”

“L’attacco alla solidarietà è sintomo di un Paese che sta smarrendo se stesso”: lo ha detto oggi Oliviero Forti, responsabile dell’ufficio immigrazione di Caritas italiana, durante l’evento d’inaugurazione della terza edizione di Sabir, il Festival diffuso delle culture mediterranee, in corso fino al 14 maggio a Siracusa. È promosso dall’Arci, insieme ad Acli e Caritas italiana, in collaborazione con Asgi, A Buon Diritto, Carta di Roma e Cgil. Un appuntamento internazionale al quale partecipano esponenti delle principali organizzazioni laiche e cattoliche impegnate per i diritti dei migranti in Italia e all’estero. “Questo Festival è un luogo privilegiato in cui discutere, anche da prospettive diverse, su temi che ci stanno a cuore”, ha precisato Forti. (clicca qui)

Ue: previsioni economiche. Pil della Germania tiene, Regno Unito in frenata. Bene Romania. Italia fanalino di coda

(Bruxelles) Le notevoli differenze del grado di crescita dei Paesi Ue, denunciati dalla Commissione con le previsioni di primavera, si comprendono a fondo analizzando i dati economici Paese per Paese. Gli squilibri principali si misurano con la disoccupazione (ai minimi storici in alcuni Stati, come in Germania, e a livelli fuori controllo in altri, specie nel sud e nell’est europeo) e con i bilanci pubblici (deficit e debito). Ma differenze sostanziali si riscontrano anche per investimenti e consumi privati. Comunque per il 2017 e 2018 nell’Unione nel suo insieme si prevede una crescita del Pil pari all’1,9%. La Germania segna 1,6% per quest’anno e 1,9 nel 2018. L’Italia (che registra una “modesta ripresa”) è il fanalino di coda fra i grandi Paesi Ue, con un modesto 0,9% quest’anno e 1,1 l’anno prossimo. (clicca qui)

Festival di Cannes: il 25 maggio mons. Viganò e il regista Wim Wenders saranno protagonisti di un incontro speciale

Il Festival di Cannes – dal 17 al 28 maggio 2017 – festeggia quest’anno i suoi 70 anni; una manifestazione cinematografica e cultuale tra le più importanti e seguite al mondo insieme alla Mostra del Cinema della Biennale di Venezia. Protagonista di questa 70ª edizione del Festival sarà anche il rapporto tra arte e fede, che verrà esplorato da due figure di primo piano: da un lato, mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria della Comunicazione della Santa Sede e tra i più significativi studiosi internazionali di cinema e religione; dall’altro, il regista tedesco Wim Wenders, autore visionario di celebri opere come “Il cielo sopra Berlino” (1987), “Così lontano così vicino” (1993), “Il sale della terra” (2014). L’evento “Spiritualité et Cinéma” si terrà la mattina di giovedì 25 maggio ed è promosso a Cannes nell’ambito del “Festival Sacré de la Beauté”. (clicca qui)

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Avvenire: i temi della prima pagina di domani 12 maggio. Vaccini, Fatima, azzardo, legge elettorale, unioni civili

11 maggio 2017 - 7:29pm

Un nuovo obbligo di vaccinazione per i bambini che devono frequentare la scuola. È dedicato a questo tema il titolo di apertura di “Avvenire” che riporta anche le divisioni sulla questione che agitano trasversalmente il governo e la maggioranza. Alla vigilia del viaggio del Papa a Fatima e alla devozione per la Madonna sono invece dedicati i due editoriali firmati da Mimmo Muolo e da Marina Corradi.
Di taglio medio un titolo sull’azzardo in cui si dà conto della sentenza della Corte costituzionale che conferma la legittimità di un intervento legislativo della Regione Puglia nel quale venivano fissate distanze minime di 500 metri dai luoghi sensibili per le sale giochi, slot e scommesse.
Completano la prima pagina i richiami sulla proposta di legge elettorale presentata dal Pd e i dati sul flop della legge sulle Unioni civili al primo anniversario dalla sua approvazione.

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Sette: Nardi (magistrato), “controllo del comportamento, del pensiero e delle emozioni” per creare dipendenza

11 maggio 2017 - 7:29pm

“La manipolazione mentale è un’attività complessa che tende ad azzerare il libero arbitrio della persona, per sottometterla alle volontà dei capi”. Lo ha denunciato Michele Nardi, sostituto Procuratore presso la Procura di Roma, che oggi è intervenuto al corso “Esorcismo e preghiera di liberazione” organizzato presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma dall’Istituto Sacerdos e dal Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa di Bologna), in collaborazione con l’Associazione internazionale esorcisti (Aie). “Il condizionamento del processo decisionale passa attraverso il controllo del comportamento, del pensiero e delle emozioni. L’adepto deve chiedere il permesso per ogni azione quotidiana. In questo modo si riesce a destrutturare l’autostima, fondamento di qualsiasi setta di natura criminogena”, ha sottolineato Nardi. “Creare un senso di impotenza e di paura serve per condurre alla dipendenza. Se si cerca una scelta facile – ha aggiunto – la fede non lo è, mentre le sette indicano una strada solo all’apparenza appagante e semplice da percorrere”. Infine, Nardi ha evidenziato che se nell’ordinamento italiano e in quello dei principali Paesi “non esiste una norma sul plagio, è perché si ritorcerebbe contro coloro che lo esercitano su larga scala con la manipolazione di massa”.

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Teatro: il “Dramma popolare” di San Miniato celebrerà il “Profeta della Parola”, don Lorenzo Milani

11 maggio 2017 - 7:20pm

Nell’ambito della “Festa del teatro 2017”, che quest’anno a San Miniato (Pi) avrà come filo conduttore “La parola che rende liberi e uguali. La parola che salva”, dal 20 al 26 luglio andrà in scena il “Dramma Popolare”, tradizione che si ripete dal 1947, con “Vangelo secondo Lorenzo”, spettacolo che nasce in occasione del cinquantenario dalla morte di don Lorenzo Milani. “Lui – si legge in una nota – che fu il profeta della parola intesa nei suoi significati umano e biblico-teologico. Lui che ha colto la parola nella sua potenza creativa, la sua capacità di piegare, di trasformare, di costruire: la parola che fa essere uomo”. Quest’anno il “Dramma Popolare” torna nella chiesa di San Francesco dove “Vangelo secondo Lorenzo”, scritto da Leo Muscato e Laura Perini, sarà rappresentato alle 21.30; verranno riproposte – prosegue la nota – “le vicende del prete-maestro di Barbiana e di quanti gli furono accanto ripercorrendo le fondamentali tappe di snodo di quella vicenda umana, sociale e spirituale”. “Lo spettacolo è parte di un ampio progetto celebrativo promosso dalla Regione Toscana ed è frutto della coproduzione tra Associazione Arca Azzurra Teatro, Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Fondazione Teatro Metastasio, Fondazione Istituto Dramma Popolare.

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Sette: Bocchino (Polizia di Stato), “gli obiettivi principali dei capi sono sempre sesso e soldi”

11 maggio 2017 - 7:19pm

Quel che interessa le Forze di polizia in relazione alla prevenzione e repressione di crimini in ambito magico, occultistico e satanico “non è il pensiero filosofico o dottrinario che è dietro a una setta, ma se nell’attuazione di quel pensiero si verifichino violazioni della legge”. Lo ha detto Maria Carla Bocchino, primo dirigente della Polizia di Stato e già direttore della Squadra anti sette, intervenuta oggi al corso “Esorcismo e preghiera di liberazione” organizzato presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma dall’Istituto Sacerdos  e dal Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa di Bologna). Individuando alcune categorie principali all’interno delle quali confluiscono le sette, Bocchino ha spiegato che le più diffuse sono le psicosette o i movimenti del potenziale umano che promettono di accrescere le capacità personali con azioni di purificazione: “Gli obiettivi principali dei capi sono sempre due: sesso e soldi”, ha spiegato, ma il fatto che gli adepti siano in larga misura maggiorenni consenzienti che “non hanno consapevolezza dell’abuso” limita la capacità di intervento delle Forze di polizia. Una delle forme più preoccupanti, ha aggiunto, è il cosiddetto “Satanismo acido” che coinvolge in prevalenza giovani: “Sono gruppi che nascono e muoiono nel momento in cui vengono identificati, ma sono anche molto pericolosi perché possono contare su una forte propaganda attraverso i social network e, non avendo alcuna strutturazione o riferimento di pensiero, possono facilmente degenerare in azioni distruttive dell’individuo”. Basti pensare al caso delle Bestie di Satana o al delitto di Chiavenna.

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Rogo camper rom: Roma, alla veglia di preghiera a Santa Maria in Trastevere anche mons. Krajewski

11 maggio 2017 - 7:14pm

Una basilica di Santa Maria in Trastevere piena in ogni ordine di posti ha accolto e partecipato alla veglia di preghiera per le tre giovani vittime, di origine rom, dell’incendio di ieri mattina ad un camper in sosta alla periferia Est di Roma. Molti i rom e sinti presenti, che con questo gesto hanno voluto essere vicini alla famiglia di Francesca, Angela ed Elisabeth, rispettivamente di 4, 8 e 20 anni. Con loro anche la mamma delle tre vittime e alcuni familiari. L’elemosiniere vaticano mons. Konrad Krajewski è stato seduto tra i fedeli. Ma anche tanti cittadini, volontari della Comunità di Sant’Egidio che ha promosso la veglia e rappresentati della diocesi di Roma, rappresentanti di altre confessioni religiose, il ministro Valeria Fedeli, il prefetto di Roma.
Durante la preghiera il ricordo di tanti bambini rom e sinti morti in varie occasioni. Si è pregato il Signore “perché presso in te trovino pace e beatitudine i piccoli rom e sinti ricordati. Dal cielo ci accompagnino perché sulla terra nutriamo i cuori e le menti con l’intelligenza del tuo amore e nessuno più soffra per abbandono, la violenza, l’indifferenza e il pregiudizio”.

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Rogo camper rom: mons. Lojudice (Roma), “mettiamoci in gioco perché nessun bambino soffra o muoia in modo così atroce”

11 maggio 2017 - 7:06pm

Un pensiero ai piccoli orfani o abbandonati a causa della miseria e della disgregazione familiare, ai fanciulli vittime innocenti dell’Aids o della guerra e dei tanti conflitti armati in atto in diverse parti del mondo, all’infanzia che muore a causa della miseria, della siccità e della fame. Lo ha rivolto stasera, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, mons. Paolo Lojudice, vescovo delegato Migrantes del Lazio e membro della Commissione Cei per le migrazioni, nell’omelia della veglia di preghiera per le tre vittime del rogo di Centocelle a Roma, nel quale ieri hanno perso la vita tre ragazze rom. “La Chiesa non dimentica questi suoi figli più piccoli”, ha sottolineato il presule che è anche ausiliare di Roma, citando una frase di papa Benedetto. Quante “stragi di innocenti”: “Davanti alla tragedia della perdita dei figli, una madre non può accettare parole o gesti di consolazione, che sono sempre inadeguati, mai capaci di lenire il dolore di una ferita che non può e non vuole essere rimarginata. Un dolore proporzionale all’amore. Ogni madre sa tutto questo; e sono tante, anche oggi, le madri che piangono, che non si rassegnano alla perdita di un figlio, inconsolabili davanti a una morte impossibile da accettare”. Oggi, “nel nostro occidente, nella nostra Italia, nella nostra grande e splendida città di Roma un bambino non può vivere in mezzo alla strada, non può essere rosicchiato dai topi mentre dorme in una baracca, non può essere arso vivo per nessun motivo al mondo… Uccidere anche un solo bambino è uccidere la società, il futuro, noi stessi”. In questo momento “tutti pensiamo alle responsabilità di questa tristissima vicenda e ovviamente a quella di chi ha commesso il fatto”, ma “sarebbe facile scaricarci le coscienze pensando al colpevole, ad ‘un’colpevole: ma il colpevole è uno solo? Ne siamo convinti? E le nostre responsabilità dove sono? Quali sono? Sia quella della società civile, dell’amministrazione pubblica che non ha vigilato a sufficienza … sia quella della comunità cristiana troppo presa da altri problemi…troppo discriminante…”.
Dopo aver lodato iniziative come i centri diurni, le scuole della pace, i doposcuola parrocchiali per offrire ai bambini rom “una attenzione che non è solo di circostanza ma è profonda, significativa e, a volte, salvifica”, mons. Lojudice ha puntato il dito contro “accuse postume” e “lacrime di coccodrillo”. “L’unica cosa che serve – ha avvertito – è unire le nostre forze, quelle sane, quelle solide presenti nelle nostre comunità”. E allora, “basta con i conflitti ideologici, pregiudiziali nella società e anche nella Chiesa: mettiamoci in gioco perché nessun bambino soffra, subisca violenza o addirittura muoia di morte violenta, in una maniera così atroce e così devastante, come è accaduto l’altra notte a Francesca, Angelica ed Elisabeth”.

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Diocesi: Ragusa, domani sera lezione di danza dell’Africa Occidentale per favorire scambio tra culture

11 maggio 2017 - 7:02pm

“Ballare l’Africa per accostarsi alla sua cultura e sintonizzarsi con il mondo che ci circonda, per promuovere conoscenza, rispetto, pace”. Con queste finalità domani sera gli Uffici cultura, Caritas, Migrantes e missioni della diocesi di Ragusa proporranno una lezione aperta di danza dell’Africa occidentale. L’iniziativa, che si svolge nella sala Mazzone di Vittoria dove è in corso la mostra “Migrantes”, vuole contribuire al lavoro culturale svolto dalla mostra stessa con un momento ricreativo e culturale insieme. “Anche attraverso la danza e la musica, infatti, è possibile conoscere la cultura dei popoli, nella fattispecie dei popoli malinkè dell’Africa Occidentale. Solo promuovendo la conoscenza reciproca – spiega don Rosario Cavallo, dell’Ufficio diocesano Migrantes – è possibile favorire il rispetto, la pace e l’armonia tra popoli e persone. I ritmi e le danze malinkè sono patrimonio culturale dell’umanità. Sono praticati da tempo immemore e trasmessi oralmente. Il loro valore, propriamente decodificato, è universale e può essere compreso e messo in pratica da tutti”. “Il ritmo in Africa è la vibrazione che anima ogni cosa; l’azione del danzare e del suonare – spiegano dalla Caritas diocesana – permette ad ognuno di sintonizzarsi con la pulsazione vitale che anima ogni cosa, dentro e fuori. Nella danza africana le ginocchia sono flesse, morbide così da trasmettere l’impulso, che a partire dal contatto aperto e disponibile con la terra, col suolo, si trasmette al resto del corpo: una flessibilità che, da una semplice postura fisica, si trasferisce all’interezza della persona nella sua totalità di corpo, mente, emozioni, spirito”. La lezione avrà inizio alle ore 18.30 e sarà condotta da Veronica Racito con la musica dal vivo del gruppo musicale Sesè, formato da Rosa Pitino, Fabrizio Cannizzaro e Ansumana Abdela Latfall e guidato da Marco Pluchino.

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Rogo camper rom: mons. Lojudice (Roma), “troppi bambini crocifissi”

11 maggio 2017 - 7:02pm

”Non dovremmo uscire da questa chiesa senza un impegno chiaro e preciso con la nostra coscienza e tra noi che lavoreremo insieme perché i piccoli non soffrano più”. Lo ha detto, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, mons. Paolo Lojudice, vescovo delegato Migrantes del Lazio e membro della Commissione Cei per le migrazioni, nell’omelia della veglia di preghiera per le tre vittime del rogo di Centocelle a Roma, nel quale ieri hanno perso la vita tre ragazze rom: Francesca, Angelica ed Elisabeth, di 4, 8 e 20 anni. “Dobbiamo pregare e agire tutti insieme perché nessun bambino, in nessuna parte del mondo sia più crocifisso – ha affermato il presule -. Troppi bambini crocifissi! Se vedessimo un bambino in croce saremmo sdegnati! E perché: non sono in croce tutti questi? Quelli sotto le bombe, soggetti a violenze di ogni genere, rapiti, defraudati della loro infanzia, morti nel Mediterraneo, lasciati in un sacchetto della spazzatura appena nati… Dio abbia pietà di noi”.
Commentando alcuni passi dei Vangeli il vescovo ha sottolineato che “il bambino nel Vangelo e nel pensiero di Gesù è un modello di vita, di accoglienza della fede, perchè comprende particolarmente il linguaggio della tenerezza e dell’amore, soprattutto quando è espresso attraverso un servizio premuroso, paziente e generoso, animato nei credenti dal desiderio di manifestare la stessa predilezione che Gesù nutriva per i piccoli”. “Ogni essere umano – ha aggiunto – ha valore in se stesso, perché creato ad immagine di Dio, ai cui occhi è tanto più prezioso, quanto più appare debole allo sguardo dell’uomo”.

 

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Rogo camper rom: Impagliazzo (Comunità di Sant’Egidio), “da ora ci sia un futuro di inclusione per tutti”

11 maggio 2017 - 6:51pm

“Da questo momento ci sia un futuro diverso per la nostra città e per il Paese, un futuro di inclusione per tutti. Da questo momento ci sentiamo più responsabili tutti, soprattutto per quei cittadini più emarginati e che vivono ai margini delle nostre città”. Lo ha detto questa sera il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, all’inizio della veglia di preghiera nella basilica di Santa Maria in Trastevere, presieduta da mons. Paolo Lojudice, vescovo delegato della Conferenza episcopale del Lazio per la Migrantes e membro della Commissione Cei per le Migrazioni. La veglia, in corso, è in ricordo delle tre giovani vittime di etnia rom che hanno perso la vita dopo l’incendio del camper dove vivevano insieme alla loro famiglia. Impagliazzo ha espresso “amicizia e solidarietà” alla famiglia colpita da questo dolore: “Fermarsi dopo questo evento tragico ed assurdo ci è sembrato giusto. Non era possibile non fermarsi”.

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