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Papa alla Polizia: vostro lavoro sottostimato, ma usate misericordia

Vaticano News - 20 novembre 2017 - 2:54pm
di Roberta Gisotti Un servizio, quello svolto dalla Polizia Stradale e Ferroviaria, “spesso non adeguatamente stimato” ma che richiede un “profondo senso del dovere, a servizio dell’uomo e del bene comune”. Così il Papa rivolto a dirigenti e agenti dei due Corpi di Polizia, ricevuti stamane in Vaticano. Parole di stima e gratitudine e d’incoraggiamento quelle di Francesco, verso chi opera su strade e ferrovie, in una realtà “sempre più complessa e tumultuosa”, in un mondo che vede moltiplicarsi gli spostamenti”: “così che una mobilità efficiente e sicura è diventata un’esigenza primaria e imprescindibile per una società che voglia stare al passo con lo sviluppo e assicurare il benessere dei suoi membri.” Non ha nascosto – il Papa – “le carenze del sistema stradale, bisognoso di ingenti investimenti di ammodernamento e messa in sicurezza”, puntando altresì il dito contro “lo scarso senso di responsabilità” “di molti conducenti”: “che sembrano spesso non avvedersi delle conseguenze anche gravi della loro disattenzione (per esempio con l’uso improprio dei cellulari) o della loro sregolatezza.” Sul banco degli imputati “una fretta” e “una competitività assunte a stile di vita, come se gli altri conducenti fossero “degli ostacoli o degli avversari da superare..” “…trasformando le strade in piste di ‘formula uno’ e la linea del semaforo nel partenza di un gran premio.” Dunque, per “incrementare la sicurezza non bastano le sanzioni ”: “ma è necessaria un’azione educativa, che dia maggiore consapevolezza delle responsabilità che si hanno nei confronti di chi ci viaggia accanto.” Così anche il settore ferroviario richiede “manutenzione e investimenti strutturali, la cui insufficienza – ha denunciato il Papa  - ogni giorno procura disagi a milioni di pendolari e viaggiatori” e non di rado “causa incidenti anche mortali”. Quindi una raccomandazione a tutti i dirigenti e agenti stradali e ferroviari perché la loro professionalità sia data “dall’elevata competenza ma anche da una profonda rettitudine” “che porti a non approfittare mai del potere” “e così sviluppare un altro grado di umanità”. “Sia nelle azioni di controllo che in quelle repressive, è importante fare affidamento su un uso della forza che non degeneri mai in violenza.” Servono “grande saggezza e autocontrollo”, specie quando il poliziotto è visto “con diffidenza”, quasi un “nemico”. Un “male diffuso” in certe zone dove il tessuto sociale si contrappone allo Stato e “a quanti lo rappresentano.” Per questo Francesco ha suggerito uno “stile di misericordia”, che “non è sinonimo di debolezza, né richiede la rinuncia all’uso della forza”: “misericordia significa invece essere capaci di non identificare il colpevole con il reato che ha commesso, finendo per creargli danno e generare un senso di rivalsa.” E soprattutto “usare misericordia” nelle “situazioni di debolezza e di dolore”  “non solo nel caso di sinistri di varia natura, ma anche nell’incontro con persone bisognose o disagiate”. Citando, infine, San Michele Arcangelo, patrono della Polizia stradale e ferroviaria, il Papa ha richiamato la “lotta sempre in atto tra il male e il bene”, che a prescindere da un’ottica di fede deve portare ciascuno a prendersi la “sua parte di responsabilità” “per contrastare l’egoismo, l’ingiustizia, l’indifferenza”.  Il vostro lavoro - ha concluso il Papa - che non esito a definre  "una missione", vi pone "al cuore della società". (Da Radio Vaticana)...
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Papa pranza con i poveri: auguriamoci il bene l'uno dell'altro

Vaticano News - 19 novembre 2017 - 2:37pm
di Gabriella Ceraso Al termine dell'Angelus il Papa ha raggiunto l'Aula Paolo VI per  prendere parte ad un pranzo festivo con con 1.500 persone tra bisognosi, meno abbienti e poveri accompagnati dal personale delle associazioni di volontariato di tutto il mondo. In contemporanea, a Roma e in tutte le diocesi italiane, analoghe iniziative vedranno protagoniste mense, ostelli e parrocchie. Subito dopo il saluto di mons Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, il Papa ha rivolto ai presenti il suo breve saluto e una preghiera: Ascolta e scarica il podacast con le parole del Papa: "Benvenuti a tutti!- sono state le parole del Pontefice- prepariamoci per questo momento insieme: ognuno di noi c on il cuore pieno di buona volontà e di amicizia verso gli altri, condividere il pranzo e augurandoci il meglio gli uni agli altri . E adesso preghiamo il Signore che benedica, che benedica questo pasto, benedica coloro che lo hanno preparato, benedica tutti noi, benedica i nostri cuori, le nostre famiglie, i nostri desideri, la nostra vita e ci dia salute e forza. Amen. Anche una benedizione a tutti quelli che sono nelle altre mense in giro per Roma, perché Roma è pieno di questo, oggi. Un saluto e un applauso a loro da qui …". (Da Radio Vaticana)...
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Papa: favorire pace in Medio Oriente e stabilità in Libano

Vaticano News - 19 novembre 2017 - 1:36pm
di Marina Tomarro Il pensiero del Papa nel dopo Angelus è andato ancora una volta a tutte quelle popolazioni che vivono una "dolorosa povertà a causa delle guerre e dei conflitti". “Rinnovo alla comunità internazionale - ha detto il Pontefice - un accorato appello ad impegnare ogni possibile sforzo per favorire la pace, in particolare in Medio Oriente. Un pensiero speciale rivolgo al caro popolo libanese e prego per la stabilità del Paese , affinché possa continuare ad essere un 'messaggio' di rispetto e convivenza per tutta la Regione e per il mondo intero”. La preghiera del Papa è tornata poi, come già ieri in un Messaggio , ai  44 componenti dell'equipaggio del sottomarino argentino,  scomparso da mercoledì al largo della Patagonia - a sud dell'Argentina - dove continuano, purtroppo per ora senza nessun esito, le ricerche avviate con l'ausilio di imbarcazioni e aerei. Secondo quando reso noto dal Ministero della Difesa del Paese latinoamericano,  dal sottomarino sono partiti sette tentativi di chiamate satellitari,  l'ultimo contatto radio risale a mercoledì scorso. Da allora, è stata persa ogni comunicazione. Enrique Balbi, portavoce della Marina, ha dichiarato che la forza e l'altezza delle onde dell'Oceano Atlantico potrebbero indebolire il segnale proveniente dal sottomarino. Prima di congedarsi dai fedeli presenti in piazza, Papa Francesco ha fatto riferimento anche all'odierna  Giornata del ricordo delle vittime della strada -  istituita dall’ONU   -  incoraggiando le istituzioni pubbliche nell’impegno della prevenzione, ed esortando gli autisti alla prudenza e al rispetto delle norme, quale prima forma di tutela di sé e degli altri. Ascolta e scarica il podcast con la voce del papa: (Da Radio Vaticana)...
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Papa all'Angelus: con fiducia e responsabilità non sprechiamo i doni di Dio

Vaticano News - 19 novembre 2017 - 1:30pm
di Gabriella Ceraso Paura o fiducia : quale è il nostro atteggiamento davanti a Dio, la nostra vera idea di Dio ? Si sviluppa intorno a questo interrogativo la riflessione del Papa all 'Angelus nell’odierna penultima domenica dell'anno liturgico, in cui il Vangelo di Matteo presenta la parabola dei talenti. Francesco si rivolge ai fedeli riuniti in un’assolata Piazza San Pietro, invitando a riflettere proprio sull’insegnamento che viene da questa parabola e sul diverso comportamento dei servi a cui il padrone lascia uno, due e cinque talenti, secondo le loro capacità. Tutti fanno fruttare le monete tranne uno, che le nasconde per paura del padrone. “La paura immobilizza sempre” osserva il Papa “e spesso fa compiere scelte sbagliate. La paura scoraggia dal prendere iniziative, induce a rifugiarsi in soluzioni sicure e garantite, e così si finisce per non realizzare niente di buono.  Per andare avanti e crescere nel cammino della vita, bisogna avere non paura: bisogna avere fiducia". Da qui il primo insegnamento da trarre dalla parabola del Vangelo: “è importante avere un’idea vera di Dio”. “ Non dobbiamo pensare che Egli sia un padrone cattivo , duro e severo che vuole punirci. Se dentro di noi c’è questa immagine sbagliata di Dio, allora la nostra vita non potrà essere feconda, perché vivremo nella paura e questa non ci condurrà a nulla di costruttivo, anzi: la paura ci paralizza, ci autodistrugge".  Dalle rivelazioni dell’Antico Testamento sino alle parole di Gesù, Dio si è sempre mostrato un “padre pieno di amore, di tenerezza, un padre pieno di bontà”, “pertanto possiamo e dobbiamo avere un’immensa fiducia in Lui ": “ Gesù ci mostra la generosità e la premura del Padre in tanti modi : con la sua parola, con i suoi gesti, con la sua accoglienza verso tutti, specialmente verso i peccatori, i piccoli e i poveri - come oggi ci ricorda la 1ª Giornata Mondiale dei Poveri -; ma anche con i suoi ammonimenti , che rivelano il suo interesse perché noi non sprechiamo inutilmente la nostra vita”. Questo è il segno, fa notare il Papa, della "grande stima" che Dio ha nei nostri riguardi e “questa consapevolezza ci aiuta ad essere persone responsabili in ogni nostra azione": “Pertanto, la parabola dei talenti ci richiama a una responsabilità personale e a una fedeltà che diventa anche capacità di rimetterci continuamente in cammino su strade nuove, senza ‘sotterrare il talento’, cioè i doni che Dio ci ha affidato, e di cui ci chiederà conto”. Al termine della preghiera dell’Angelus, il Papa si è soffermato nuovamente sull'odierna prima Giornata mondiale dei Poveri auspicando che essi siano sempre, e non solo in momenti come questo, al centro delle comunità “perché”, ha detto,“ essi sono nel cuore del Vangelo, in essi incontriamo Gesù che ci parla e ci interpella attraverso le loro sofferenze e i loro bisogni”. Nel servizio ai poveri, infine, il Papa ha indicato come modello il frate cappuccino Francesco Solano proclamato beato ieri a Detroit, negli Stati Uniti. “La sua testimonianza”, è stato il suo augurio, “aiuti sacerdoti, religiosi e laici a vivere con gioia il legame tra annuncio del Vangelo e amore ai poveri”. Ascolta e scarica il podcast con la voce del Papa: (Da Radio Vaticana)...
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Alla vigilia della giornata mondiale dei poveri l’appello del Papa -Cure e farmaci accessibili a tutti

Vaticano News - 18 novembre 2017 - 2:49pm
Le case farmaceutiche devono garantire il diritto all’accesso alle terapie essenziali e necessarie soprattutto dei paesi meno sviluppati. È l’appello lanciato da Papa Francesco in occasione della conferenza internazionale su «Affrontare le disparità globali in materia di salute», in corso in questi giorni in Vaticano. In una lettera indirizzata al cardinale Turkson, presidente del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, che promuove l’incontro, il Pontefice ricorda che «le strategie sanitarie, volte al perseguimento della giustizia e del bene comune, devono essere economicamente ed eticamente sostenibili», rendendo disponibili «farmaci essenziali in quantità adeguate, in forme farmaceutiche fruibili e di qualità garantita, accompagnati da un’informazione corretta e a costi accessibili ai singoli e alle comunità». Citando la nuova Carta degli operatori sanitari, il Papa sottolinea che «il diritto fondamentale alla tutela della salute attiene al valore della giustizia» e postula perciò «un’equa distribuzione di strutture sanitarie e di risorse finanziarie». Questo significa — ribadisce Francesco ampliando il discorso — che «finché non si risolveranno radicalmente i problemi dei poveri, rinunciando all’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e aggredendo le cause strutturali della inequità, non si risolveranno i problemi del mondo». Un monito rilanciato significativamente alla vigilia della prima giornata mondiale dei poveri, che si celebra domenica 19 novembre. Il messaggio del Papa...
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No a un progresso scientifico a vantaggio di pochi - Il Pontefice chiede che ricerca e investimenti mirino al bene dell’intera umanità

Vaticano News - 18 novembre 2017 - 2:45pm
Con un fermo no al progresso scientifico a vantaggio di pochi, Francesco ha chiesto che ricerca e investimenti mirino al bene dell’intera umanità. Ricevendo nella mattina di sabato 18, nella Sala del Concistoro, i partecipanti alla plenaria del Pontificio consiglio della Cultura — che si era aperta mercoledì 15 — il Papa ha offerto una riflessione sul tema dei lavori dedicati al «Futuro dell’umanità: nuove sfide all’antropologia». Il discorso del Papa...
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Premio Ratzinger. Il Papa: magistero di Benedetto XVI eredità viva e preziosa

Vaticano News - 18 novembre 2017 - 2:14pm
di Amedeo Lomonaco Papa Francesco ha reso omaggio stamane al Pontefice emerito, Benedetto XVI, in occasione della consegna del Premio Ratzinger . I tre vincitori di questo prestigioso riconoscimento, istituito nel 2011 dalla “ Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI ”, sono il teologo luterano Theodor Dieter , il sacerdote cattolico Karl-Heinz Menke e il musicista Arvo Pärt . Durante la cerimonia, svoltasi in Vaticano, Francesco ha iniziato così il suo discorso ai membri della Fondazione: “Rivolgo insieme a voi un pensiero affettuoso e intenso al Papa emerito Benedetto. La sua preghiera e la sua presenza discreta e incoraggiante ci accompagnano nel cammino comune; la sua opera e il suo magistero continuano a essere un’eredità viva e preziosa per la Chiesa e per il nostro servizio”. Papa Francesco ha poi esortato la Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI “a proseguire nell’impegno, studiando e approfondendo questa eredità e nello stesso tempo guardando avanti”: “Joseph Ratzinger continua a essere un maestro e un interlocutore amico per tutti coloro che esercitano il dono della ragione per rispondere alla vocazione umana della ricerca della verità”. "La verità di Cristo - ha detto il Papa - non è per solisti, ma è sinfonica : richiede collaborazione docile, condivisione armoniosa . Ricercarla, studiarla, contemplarla e tradurla in pratica insieme, nella carità, ci attira con forza verso la piena unione tra di noi: la verità diventa così una sorgente viva di legami di amore sempre più stretti". Papa Francesco ha aggiunto di aver “accolto con gioia l’idea di allargare l’orizzonte del Premio per includervi anche le arti , oltre alla teologia e alle scienze ad essa naturalmente connesse”: “È un allargamento che corrisponde bene alla visione di Benedetto XVI , che tante volte ci ha parlato in modo toccante della bellezza come via privilegiata per aprirci alla trascendenza e incontrare Dio . In particolare, abbiamo ammirato la sua sensibilità musicale e il suo personale esercizio di tale arte come via per la serenità e per l’elevazione dello spirito”. Rivolgendosi alla Fondazione vaticana, Papa Francesco ha anche sottolineato che il Premio Ratzinger, giunto alla settima edizione, è un “evento culminante” fra le varie attività di questa istituzione “finalizzate alla promozione della ricerca teologica e dell’impegno culturale animato dalla fede e dallo slancio dell’anima verso Dio”. Il presidente della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, padre Federico Lombardi , ha ricordato infine che l'attività svolta nell'anno trascorso, è stata intensa:  "...anche perchè la ricorrenza del 90.mo compleanno del Papa emerito ha attirato verso di lui l'attenzione di molti, suscitando un fiorire di iniziative che hanno messo in luce la sua eredità culturale e spirituale". Il Papa emerito  Benedetto XVI ha ricevuto ieri mattina, presso il Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano, i vincitori del Premio Ratzinger . Ad accompagnarli, padre Federico Lombardi. I tre vincitori hanno potuto colloquiare con il Papa emerito, nel corso di un incontro molto intenso e sereno. Il sacerdote cattolico Karl-Heinz Menke , uno dei tre vincitori, in un’intervista rilasciata a padre Bernd Hagenkord , ha sottolineato che la teologia di Benedetto XVI “va di pari passo con una profonda spiritualità ”. “Quelli che studiano o insegnano la teologia - ha aggiunto - non devono farlo perché esercitano un mestiere o richiamano un metodo, ma come qualcosa che riguarda loro stessi”. E Benedetto XVI – ha concluso Karl-Heinz Menke – “vive quello che dice”. Ascolta e scarica il servizio con la voce del Papa:   (Da Radio Vaticana)...
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Francesco: la compassione è via privilegiata per edificare la giustizia

Vaticano News - 18 novembre 2017 - 1:18pm
di Gabriella Ceraso Il diritto alla tutela della salute è una questione di giustizia, deve essere garantito con un’equa distribuzione di strutture e di risorse finanziarie, secondo i principi di solidarietà e di sussidiarietà . E’ quanto richiama il Papa nel Messaggio  inviata stamani al cardinale Peter Turkson prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che oggi in Vaticano chiude i lavori della XXXII Conferenza internazionale sul tema "Affrontare le disparità globali in materia di salute”. Il tema era stato suggerito già nella Conferenza dell’anno scorso, a fronte della constatazione del divario tra Paesi ricchi e Paesi poveri nell’accesso alle cure e ai trattamenti sanitari. E oggi “con soddisfazione - scrive Francesco - apprendo l’elaborazione di un progetto che potrà affrontare questa sfida: l’istituzione di una piattaforma operativa di condivisione e collaborazione tra le istituzioni sanitarie cattoliche presenti nei diversi contesti geografici e sociali ”. Il Papa incoraggia gli attori di tale progetto a perseverare nell’impegno e a farsi promotori presso le istituzioni e le case farmaceutiche, perché “tutti possano beneficiare del diritto alla tutela della salute”. Ma nella Lettera, Francesco si sofferma anche su un aspetto “imprescindibile” a chi “serve il Signore dedicandosi alla salute dei fratelli”: le dimensioni dell’ascolto, dell’accompagnamento e del sostegno alla persona. La cura, come ci insegna Gesù nella parabola del Buon Samaritano è fatta, spiega Francesco, di “ compassione ”, che non è " sinonimo solo di pena o dispiacere", è qualcosa di più, è "predisposizione a entrare nel problema, a mettersi nella situazione dell’altro”,  è l'unico modo per "sottrarre il dolore alla solitudine e all'angoscia". La compassione  è “ via privilegiata anche per edificare la giustizia” , perché, sottolinea il Papa, “mettendoci nella situazione dell’altro, non solo ci permette di incontrarne le fatiche , le difficoltà e le paure, ma pure di scoprirne , all’interno della fragilità che connota ogni essere umano, la preziosità e il valore unico, in una parola: la dignità . Perché la dignità umana è il fondamento della giustizia, mentre la scoperta dell’inestimabile valore di ogni uomo è la forza che ci spinge a superare, con entusiasmo e abnegazione, le disparità”. Infine, nella Lettera, Francesco affida una raccomandazione specifica alle ditte farmaceutiche convocate alla Conferenza per affrontare il problema dell’accesso alle terapie antiretrovirali in età pediatrica. Rifacendosi alla Nuova Carta per gli Operatori Sanitari, il Papa chiede che le leggi proprie delle imprese tengano presente il diritto all'accesso alle terapie essenziali soprattutto dei Paesi meno sviluppati e  le strategie sanitarie volte al perseguimento della giustizia e del bene comune, siano economicamente ed eticamente sostenibili. (Da Radio Vaticana)...
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Papa: non tutto ciò che è tecnicamente possibile, è eticamente accettabile

Vaticano News - 18 novembre 2017 - 1:11pm
di Emanuela Campanile La questione antropologica al centro dell’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura , con l’obiettivo di comprendere le linee future di sviluppo della scienza e della tecnica. I partecipanti sono stati ricevuti stamani dal Papa in udienza in Vaticano.  Tra gli argomenti di discussione, la medicina e la genetica, le neuroscienze e, infine i progressi incredibili delle macchine autonome e pensanti. Temi che, chiarisce Papa Francesco all’inizio del suo discorso, non solo “inducono alcuni a pensare che ci troviamo” “quasi all’alba di una nuova era e alla nascita di un nuovo essere umano, superiore a quello che abbiamo conosciuto finora”, ma che pongono “grandi e gravi” interrogativi . Riprendendo la domanda sull’essere umano, espressa nel Salmo 8: «Che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi?», Papa Francesco ricorda la risposta antropologica “che si delinea già nella Genesi e percorre tutta la Rivelazione, sviluppandosi attorno agli elementi fondamentali della relazione e della libertà”. La relazione - prosegue infatti il Pontefice -  si dirama secondo una triplice dimensione: verso la materia, la terra e gli animali; verso la trascendenza divina; verso gli altri esseri umani. La libertà si esprime nell’autonomia – naturalmente relativa – e nelle scelte morali. Francesco aggiunge, a riguardo, un’ulteriore considerazione: “Questo impianto fondamentale ha retto per secoli il pensiero di gran parte dell’umanità e conserva ancora oggi la sua validità. Ma, nello stesso tempo - sottolinea - oggi ci rendiamo conto che i grandi principi e i concetti fondamentali dell’antropologia sono non di rado messi in questione anche sulla base di una maggiore consapevolezza della complessità della condizione umana ed esigono un approfondimento ulteriore”. Considerando l’antropologia come “orizzonte fluido, mutevole, in virtù dei cambiamenti socio-economici, degli spostamenti di popolazioni e dei relativi confronti interculturali, ma anche del diffondersi di una cultura globale e, soprattutto, delle incredibili scoperte della scienza e della tecnica”, il Santo Padre delinea alcuni punti fondamentali per rispondere alle sfide di questo nostro tempo partendo, prima di tutto, “dall’ apprezzamento delle scienze”, che “trova il suo fondamento ultimo nel progetto di Dio che «ci ha scelti prima della creazione del mondo […] predestinandoci ad essere suoi figli adottivi» (Ef 1,3-5) e che ci ha affidato la cura del creato: «coltivare e custodire» la terra (cfr Gen 2,15). Proprio perché l’uomo – prosegue - è immagine e somiglianza di un Dio che ha creato il mondo per amore, la cura dell’intera creazione deve seguire la logica della gratuità e dell’amore , del servizio, e non quella del dominio e della prepotenza”. Fondamentale, avverte ancora Francesco, “attingere ai tesori di sapienza conservati nelle tradizioni religiose, alla saggezza popolare, alla letteratura e alle arti, che toccano in profondità il mistero dell’esistenza umana, senza dimenticare, anzi riscoprendo quelli contenuti nella filosofia e nella teologia”. Ma per evitare la “tragica divisione” “tra la cultura umanistico-letteraria-teologica e quella scientifica”, “e incoraggiare un maggiore dialogo anche tra la Chiesa, comunità dei credenti, e la comunità scientifica”, il Papa fa riferimento alla Laudato si' , richiamandosi alla “necessità impellente dell’umanesimo”. A questo, aggiunge e ricorda anche due grandi principi che la Chiesa offre per la realizzazione di questo dialogo: la centralità della persona umana e la destinazione universale dei beni. “Il progresso scientifico e tecnologico  - spiega ancora - serve al bene di tutta l’umanità e i suoi benefici non possono andare a vantaggio soltanto di pochi. In tal modo, si eviterà che il futuro aggiunga nuove disuguaglianze basate sulla conoscenza, e aumenti il divario tra ricchi e poveri”. Altro principio “sempre valido”, conclude Francesco, è che “non tutto ciò che è tecnicamente possibile o fattibile è perciò stesso eticamente accettabile”. (Da Radio Vaticana)...
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Il Papa prega per l'equipaggio del sottomarino scomparso in Argentina

Vaticano News - 18 novembre 2017 - 11:57am
Il Papa assicura la sua fervente preghiera  per i 44 componenti dell'equipaggio del sottomarino scomparso da mercoledì al largo della Patagonia, nel sud dell’ Argentina , ed esprime tutta la sua "vicinanza"  ai familiari e alle autorità militari e civili del Paese "in questi momenti difficili". Così il Messaggio che il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, ha inviato, a nome di Francesco, all'ordinario militare dell'Argentina, mons. Santiago Olivera. Nel testo il Papa "incoraggia gli sforzi messi in campo per ritrovare" il sottomarino "Ara San Juan" e chiede al Signore che infonda speranza cristiana in queste circostanze. Intanto continuano, purtroppo per ora senza nessun esito positivo, le ricerche avviate con l'ausilio di imbarcazioni e aerei del sottomarino argentino. "Siamo impegnati ad usare tutti i mezzi nazionali ed internazionali che siano necessari per trovare il sottomarino ARA 'San Juan' prima possibile", ha detto in un tweet il presidente argentino Mauricio Macri.   Intanto circa una trentina di parenti dei 44 militari imbarcati , ha trascorso la notte nella base di Mar del Plata dove il sottomarino avrebbe dovuto fare rientro tra oggi e domani. Le famiglie , hanno reso noto le autorità della base, vengono costantemente informate sull'andamento delle ricerche e sono assistite psicologicamente. Anche il ministro della Difesa, si è recato alla base per portare loro un conforto. Secondo quando reso noto, dal sottomarino, sono partiti sette tentativi di chiamate satellitari , L'ultimo contatto radio del sottomarino risale a mercoledì scorso. Da  allora è stata persa ogni comunicazione. Le ricerche, avviate con l'ausilio di imbarcazioni e aerei, non hanno ancora dato alcun esito  positivo. Nel comunicato diramato dal ministero della Difesa argentino è stato evidenziato che  i tentativi di comunicazione "indicano che l'equipaggio sta cercando di stabilire un contatto" con le basi  navali. Enrique Balbi , portavoce della Marina, ha dichiarato che la forza e l'altezza delle onde dell'Oceano Atlantico potrebbero indebolire il segnale proveniente dal sottomarino. Secondo le  ultime coordinate ricevute, lo individuavano nel Golfo San Jorge, nel sud-est della penisola di Valdes, a circa 1.300 chilometri a sud di Buenos Aires. (Da Radio Vaticana)...
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Papa: incontrare i poveri. Caritas Roma: non voltare le spalle ai bisognosi

Vaticano News - 17 novembre 2017 - 2:37pm
di Alessandro Gisotti “Abbiamo bisogno di incontrare i poveri e di imparare una condivisione che diventi stile di vita”. E’ il tweet di Papa Francesco pubblicato oggi sull’account Twitter @Pontifex a due giorni dalla prima Giornata Mondiale per i Poveri voluta dal Pontefice. Una delle strutture maggiormente impegnate in favore dei poveri a Roma è l’ostello Caritas di via Marsala, alla Stazione Termini . Qui sono ospitati 185 senzatetto di ben 100 diverse nazionalità. Tanti gli italiani, ma anche romeni, ucraini e afghani. Alla Messa del Papa di domenica per la Giornata parteciperanno 250 poveri seguiti dalla Caritas diocesana di Roma e 110 saranno al pranzo con il Papa. Di questi ultimi, 40 verranno dall’ostello. Sul significato di questa prima Giornata Mondiale per i Poveri, abbiamo raccolto la riflessione di Luana Melia, dal 2007 coordinatrice dell’Ostello e in servizio alla Caritas dal 2001: R. - Sicuramente un momento importante, nel senso che è una giornata in cui la Chiesa può ribadire di essere in prima linea, innanzi tutto nella riflessione sulla povertà e sulle  sue cause e in secondo luogo nel dare veramente le risposte concrete a quanti vivono situazioni di disagio , di povertà e di emarginazione. Credo che il Papa abbia voluto questa giornata proprio per invitare tutti quanti, come comunità cristiana, ma anche come semplici cittadini, a riflettere su quanti veramente ogni giorno soffrono. D. - Che cosa, secondo lei, invece rappresenta proprio per i poveri questa giornata? R. - Secondo me anche per loro è un momento in cui si sentono messi veramente al centro . Sono già per diritto il centro del messaggio evangelico e in questo caso vengono messi al centro perché si ridà al povero la dignità di essere umano . E tutti quanti, anche quanti non vivono queste situazioni di disagio, sono invitati a farsi carico di queste situazioni, cioè a non voltare la testa dall’altra parte , ad abbandonare le proprie comodità per andare incontro all’altro che ha bisogno. Ascolta e scarica l'audio dell'intervista a Luana Melia:   (Da Radio Vaticana)...
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Visita del Pontefice al presidio sanitario per i poveri - L’ambulatorio da campo in piazza San Pietro

Vaticano News - 17 novembre 2017 - 2:19pm
Si sono trovati a tu per tu con Papa Francesco mentre stavano assistendo quattro clochard e due migranti. Per i ventuno volontari delle Misericordie, che dal 13 novembre stanno lavorando nel presidio sanitario solidale in piazza Pio XII, la visita a sorpresa del Pontefice, nel primo pomeriggio di giovedì 16, «è stato un incoraggiamento a non amare solo a parole ma soprattutto con i fatti, come ci ricorda lo slogan della prima giornata mondiale dei poveri». Francesco, giunto da casa Santa Marta, non ha mancato di ringraziare i volontari per il loro servizio e ha poi salutato personalmente i sei poveri che stavano ricevendo l’assistenza medica gratuita. E proprio per parlare a quattr’occhi con loro il Papa, accompagnato dai volontari, è entrato in una delle tende che funge da ambulatorio. Insieme con l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, il Pontefice ha voluto compiere questa visita nell’ambito delle iniziative concrete per la giornata dei poveri. In particolare, Francesco ha chiesto notizie sul funzionamento del presidio sanitario, parlando direttamente con le infermiere volontarie della Croce rossa italiana e con i medici specializzati in analisi cliniche, cardiologia, dermatologia, infettivologia, ginecologia e andrologia, che stanno operando ogni giorno dalle 9 alle 16. E continueranno a essere presenti, anche tutta la prossima settimana, nei piccoli ambulatori medici. Per i volontari delle Misericordie un unico cruccio: «commossi per la gioia per la visita inaspettata del Papa», confidano, «ci siamo dimenticati di offrirgli un caffè nel nostro piccolo servizio di ristoro sempre aperto per assicurare una bevanda calda ai più poveri». Ma, aggiungono rincuorati, «eravamo troppo emozionati per ricordarcelo e, comunque, Francesco si è congedato da noi con un sorriso: un segno che era felice» per questo «ambulatorio da campo» a due passi da piazza San Pietro....
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Francesco: in Myanmar in segno di riconciliazione, perdono e pace

Vaticano News - 17 novembre 2017 - 1:15pm
di Amedeo Lomonaco Papa Francesco non vede l’ora di incontrare il popolo del Myanmar , Paese dove si recherà dal 27 al 30 novembre . In un videomessaggio il Pontefice invia una parola di saluto e di amicizia a tutti gli abitanti del Paese asiatico, oltre 51 milioni di persone. “Vengo a proclamare – aggiunge il Papa - il Vangelo di Gesù Cristo, un messaggio di riconciliazione, di perdono e di pace ”. Il Santo Padre si rivolge in particolare ai cattolici, poco più di 600 mila fedeli in un Paese, in prevalenza buddista: “ La mia visita – afferma Francesco - vuol confermare la comunità cattolica del Myanmar nella sua fede in Dio e nella sua testimonianza nel Vangelo che insegna la dignità di ogni uomo e donna ed esige di aprire i nostri cuori agli altri, specialmente ai poveri e ai bisognosi”. Rispetto per ogni sforzo teso a costruire armonia Il Papa si rivolge inoltre a tutto il popolo dello Stato asiatico: “Desidero visitare – afferma Francesco - la Nazione con spirito di rispetto e incoraggiamento per ogni sforzo volto a costruire armonia e cooperazione nel servizio al bene comune. Noi viviamo in un tempo in cui i credenti e gli uomini di buona volontà sentono sempre più la necessità di crescere nella mutua comprensione e nel rispetto , e di sostenersi l’un l’altro come membri dell’unica famiglia umana. Perché tutti siamo figli di Dio”. Papa Francesco ringrazia infine quanti in Myanmar sono impegnati nella preparazione della sua visita: “Chiedo a ciascuno di pregare affinché i giorni nei quali sarò io con voi possano essere fonte di speranza e di incoraggiamento per tutti. Su di voi e sulle vostre famiglie invoco le divine benedizioni di gioia e di pace”. Dopo il Myanmar, il viaggio apostolico proseguirà in Bangladesh , dal 30 novembre al 2 dicembre. (Da Radio Vaticana)...
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Il Papa: pensare alla morte fa bene, sarà l'incontro col Signore

Vaticano News - 17 novembre 2017 - 11:23am
di Adriana Masotti Riflettere sulla fine del mondo e anche sulla fine di ciascuno di noi : è questo l’invito che anche oggi la Chiesa ci fa attraverso il passo odierno del Vangelo (Lc 17,26-37) che il Papa commenta alla messa di stamattina a Casa santa Marta. Il brano racconta la vita normale degli uomini e delle donne prima del diluvio universale e nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, prendevano moglie e marito…, ma poi arriva il giorno della manifestazione del Signore e le cose cambiano. La Chiesa, che è madre, dice il Papa all’omelia, vuole che ognuno di noi pensi alla propria morte. Tutti noi siamo abituati alla normalità della vita, orari, impegni, lavoro, momenti di riposo, e pensiamo che sarà sempre così. Ma un giorno, prosegue Francesco, ci sarà la chiamata di Gesù che ci dirà: “Vieni!”.  Per alcuni questa chiamata sarà improvvisa, per altri dopo una lunga malattia, non lo sappiamo. Ma, ripete il Papa, “la chiamata ci sarà!” E sarà una sorpresa, ma poi ci sarà l’altra sorpresa del Signore: la vita eterna. Per questo “la Chiesa in questi giorni ci dice: fermati un po’, fermati per pensare alla morte”. Papa Francesco descrive ciò che di solito avviene: anche la partecipazione alle veglie funebri o andare al cimitero, diventa un fatto sociale, si va, si parla con le altre persone, in alcuni casi anche si mangia e si beve: è “una riunione in più, per non pensare”. “ E oggi la Chiesa, oggi il Signore, con quella bontà che ha, dice a ognuno di  noi: “Fermati, fermati, non tutti i giorni saranno così. Non abituarti come questo fosse l’eternità. Ci sarà un giorno che tu sarai tolto, l’altro rimarrà, tu sarai tolta, tu sarai tolta”. E’ andare col Signore, pensare che la nostra vita avrà fine. E questo fa bene”. Questo fa bene, spiega il Papa, di fronte all’inizio di una nuova giornata di lavoro, ad esempio, possiamo pensare: “Oggi forse sarà l’ultimo giorno, non so, ma farò bene il lavoro”. E così nei rapporti in famiglia o quando andiamo dal medico. “ Pensare alla morte non è una fantasia brutta, è una realtà. Se è brutta o non brutta dipende da me, come io la penso, ma che ci sarà, ci sarà. E lì sarà l’incontro col Signore, questo sarà il bello della morte, sarà l’incontro col Signore, sarà Lui a venire incontro, sarà Lui a dire: “Vieni, vieni, benedetto da mio Padre, vieni con me” . E alla chiamata del Signore non ci sarà più il tempo per sistemare le nostre cose. Francesco riferisce ciò che un sacerdote gli ha confidato di recente:  " L’altro giorno ho trovato un sacerdote,  65enne più o meno, e aveva qualcosa non buona, non si sentiva bene… E’ andato dal dottore e ha detto: “Ma guardi - dopo la visita - lei ha questo, questa è una cosa brutta, ma forse stiamo in tempo di fermarla, faremo questo, se non si ferma faremo quest’altra e se non si ferma incominceremo a camminare e io la accompagnerò fino alla fine”. Bravo quel medico”. Così anche noi, esorta il Papa, accompagnamoci in questa strada, facciamo tutto, ma sempre guardando là, al giorno in cui “il Signore verrà a prendermi per andare da Lui”. Ascolta e scarica il servizio con la voce del Papa:   (Da Radio Vaticana)...
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Il Papa ai vescovi dell'Uruguay: annunciate con nuovo slancio Cristo

Vaticano News - 16 novembre 2017 - 4:59pm
di Adriana Masotti Papa Francesco ha ricevuto oggi in udienza , nella Sala del Concistoro in Vaticano, l a Conferenza episcopale dell’Uruguay in questi giorni in visita “ad Limina Apostolorum". Già iniziata ieri con una messa nella Basilica vaticana, la visita prevede, fino al 22 novembre, colloqui con i diversi Dicasteri a partire da quello con la Congregazione delle Cause dei Santi per fare il punto su alcuni processi di beatificazione e di canonizzazione in corso. Domenica i vescovi dell’Uruguay concelebreranno con il Papa in san Pietro la Messa per la 1^ Giornata Mondiale dei Poveri . Molto cordiale stamattina l’incontro dei presuli con Francesco che li ha voluto ascoltare sulla realtà della loro Chiesa locale e del loro Paese, come conferma ai nostri microfoni mons. Milton Luis Tróccoli Cebedio , vescovo titolare di Munaziana e ausiliare del card. Daniel Fernando Sturla Berhouet, arcivescovo di Montevideo: R. – E’ stato un incontro bellissimo, molto fraterno. Il Papa subito fa sentire bene tutti, è molto accogliente e così tutti ci siamo sentiti molto bene con lui. Lui ha ascoltato molto : ci ha ascoltato, ci ha chiesto di raccontare un po’ della nostra realtà, e ci ha ascoltato. Poi lui ha parlato un po’ delle cose che lui aveva a cuore. D. – Quali sono stati gli argomenti principali di cui avete parlato e su cui il Papa poi è intervenuto? R. – Il Papa ha parlato molto dell’evangelizzazione, perché l’Uruguay è un Paese nel quale il laicismo, la secolarizzazione, la mancanza di fede sono molto forti, dove la Chiesa cattolica rappresenta soltanto il 40% della popolazione, diversamente dagli altri Paesi dell’America Latina, in cui la percentuale raggiunge l’80-90%. Il Papa ci ha incoraggiato a evangelizzare e ad annunciare il Vangelo, e soprattutto ci ha chiesto di avere cura dei giovani, di essere vicini, molto vicini ai giovani e anche ai preti: accompagnare i preti , incoraggiarli nella loro missione, ascoltarli molto, essere loro vicini. E ha parlato anche di una cosa che ha molto a cuore: la pace nel mondo. Anche se in Uruguay non ci sono questi problemi, ma ha chiesto di essere insieme a lui a pregare per la pace ed ad essere uomini e donne di pace. D. – In Uruguay la Chiesa e i cristiani si trovano di fronte a tante leggi che permettono l’eutanasia, l’aborto, che liberalizzano la marijuana … Come vi ponete di fronte a queste sfide? R. – Certo, sono grandi sfide per la Chiesa. Noi vogliamo avere due atteggiamenti: uno, è quello di chiarire le coscienze perché, siano cattolici o no, possano discernere bene in questi temi che sono molto delicati; e poi, come pastori ci preoccupa e facciamo uno sforzo grande nella formazione degli agenti pastorali perché abbiano anche loro molto chiari i criteri di discernimento che dice la Chiesa e anche la Dottrina sociale della Chiesa. D. – In questi giorni – già avete incominciato da ieri – visiterete anche diversi dicasteri della Curia Romana. Avete incontrato la Congregazione per le Cause dei Santi, perché vi sta a cuore in particolare l’iter di alcuni processi che riguardano venerabili e beati dell’Uruguay . Com’è andato questo incontro? R. – E’ stato un incontro molto positivo, che noi abbiamo tanto voluto perché soprattutto ci sta a cuore la causa del primo vescovo dell’Uruguay, mons. Jacinto Vera, che è già molto avanzata. Noi abbiamo presentato un possibile miracolo a lui attribuito; lui è già venerabile e allora con un miracolo può essere dichiarato beato. Se questa causa procede, avremo la gioia di avere un beato uruguayano . Poi c’è anche un’altra causa in fase molto avanzata, che è quella di madre Francesca Rubatto , una suora italiana che in Uruguay ha fondato la Congregazione delle Cappuccine. Giovanni Paolo II l’ha proclamata beata e adesso c’è anche un possibile miracolo allo studio della Congregazione: se questo risulta vero, sarà santa, forse la prima santa uruguayana. D. – Voi vescovi dell’Uruguay sarete qui domenica, quando ci sarà la prima Giornata Mondiale dei Poveri, promossa da Papa Francesco … R. – Noi siamo stati invitati a concelebrare con il Papa nella Messa; per noi questo è molto importante, molto grande … Anche in Uruguay si vive “insieme” questa Giornata che ci sembra molto importante anche per prendere più fortemente coscienza di quella realtà dei poveri nel mondo ma anche nel nostro Paese: sebbene sia migliorato economicamente, ancora ci sono luoghi di grande povertà. Per noi quindi è una sfida come Chiesa e anche come Paese, crescere nella solidarietà per tutti quelli che non hanno neanche il minimo per vivere. D. – Se dovesse dire di che cosa l’Uruguay ha bisogno in questo momento, più di tutto, anche – appunto – dopo avere incontrato il Papa; alla luce di questa visita, cosa potrebbe dire? R. – Noi, come pastori, sentiamo che l’Uruguay ha molto bisogno di Cristo : di annunciare Cristo, di conoscere Cristo, di essere veramente amici di Gesù. Questo è quello che anche il Papa ci ha chiesto di portare: quello che è il tesoro più grande che abbiamo, che è conoscere Gesù. E questo è quello che vogliamo condividere con tutti i nostri compatrioti. Ascolta l' intervista a mons. Milton Luis Tróccoli Cebedio: (Da Radio Vaticana)...
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Papa Francesco visita a sorpresa il Presidio Sanitario Solidale

Vaticano News - 16 novembre 2017 - 4:56pm
di Giada Aquilino Papa Francesco ha fatto visita all’improvviso, nel pomeriggio, al Presidio Sanitario Solidale in Piazza Pio XII, proprio di fronte la Basilica di San Pietro. L’allestimento dell’aerea medica fa parte delle iniziative promosse per la prima Giornata mondiale dei poveri , organizzata dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione , che si celebra questa domenica. Nel piccolo ospedale da campo nel centro di Roma per questa settimana vengono offerte visite mediche gratuite ai poveri e ai bisognosi , dalle 9:00 alle 16:00. Papa Francesco è stato accolto da un gruppo di poveri in attesa del turno per essere visitati e si è fermato a scambiare qualche parola e a scherzare con loro. Quindi il Pontefice è stato accompagnato dalle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana per una breve visita del Presidio Sanitario e ha conosciuto e ringraziato i medici specializzati in analisi cliniche, cardiologia, dermatologia, infettivologia, ginecologia e andrologia, che prestano servizio in piccoli ambulatori mobili. Francesco ha poi conosciuto i volontari della Confederazione delle Misericordie che offrono il loro servizio per rendere operativo l’allestimento del campo, i quali, come sono soliti fare con gli ospiti del Presidio, hanno voluto offrire al Papa - spiega una nota della Sala Stampa della Santa Sede -  una bevanda calda per trovare un po’ di ristoro dal freddo. Al microfono di Amedeo Lomonaco , l’arcivescovo Rino Fisichella , presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione , sottolinea come la visita del Papa sia stata “ un segno concreto, tangibile ” di come ci si debba preparare alla Giornata mondiale dei poveri. Ascolta e scarica l’intervista all’arcivescovo Rino Fisichella: R. - Come sempre, il Papa ci meraviglia perché è venuto all’improvviso. Lo consideriamo un venerdì della misericordia, anche se è stato di giovedì.  Il Papa ha avuto la possibilità di vedere e toccare con mano che qui c’è un piccolo ospedale da campo. Ha apprezzato molto questa iniziativa. Credo che sia un segno concreto, tangibile, di come bisogna prepararsi alla Giornata mondiale dei poveri. D. - Un segno che si contrappone a quella che è invece la cultura dello scarto;  l’andare incontro alla persona povera, alla persona sofferente, è proprio il segno di una vicinanza, di una prossimità … R. - Assolutamente sì. Il Papa ce lo ha insegnato non soltanto con l’espressione che colpisce, ma anche condannando molto questa cultura dell’indifferenza. È sufficiente, qui in Piazza San Pietro, vedere quanta presenza di povertà, di desolazione; mattina, notte, sera, 24 ore su 24 … La tocchiamo tutti con mano. Purtroppo, allo stesso tempo, dobbiamo verificare anche quanta insofferenza, indifferenza sia presente. Credo che una giornata, una settimana come questa, debba risvegliare di più il senso della solidarietà.  D. - A me ha colpito personalmente vedere lo sguardo di questi poveri nel momento in cui hanno visto il Papa. In quel momento c’è una ricchezza totale …  R. – Perché sentono Papa Francesco vicino a loro. C’era qui un giovane di 35 anni circa, veniva dall’Egitto, non era cattolico, era musulmano, eppure ha detto: ‘Io sento questo Papa molto vicino a me, vicino al mio cuore. Molto vicino al mio cuore’. Il Papa si è fermato anche con lui. Gli ha detto che il suo segretario privato, come lui, proviene dall’Egitto. La presenza, la vicinanza, il condividere, credo siano tutti elementi che creano commozione, ma danno anche una risposta a tante aspettative. Poi, non dimentichiamo: noi pensiamo sempre che siamo noi a dover evangelizzare. La Giornata mondiale dei poveri ci dice che sono loro che evangelizzano noi, perché ci fanno riscoprire l’essenza del Vangelo. Selene Pera , responsabile gruppo giovanile delle Misericordie italiane , racconta al microfono di Emanuela Campanile l’emozione per la visita di Francesco e l’orgoglio di servire i poveri attraverso l’opera ultracentenaria della Confederazione. Ascolta e scarica l’intervista a Selene Pera: La salute è uno dei diritti fondamentali della persona umana, ricorda nell'intervista di Giancarlo La Vella il prof. Massimo Andreoni , direttore del reparto di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma. Ascolta e scarica l'intervista al prof. Massimo Andreoni: (Da Radio Vaticana)...
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Udienza del Papa al Presidente austriaco Van der Bellen

Vaticano News - 16 novembre 2017 - 2:44pm
Il ruolo della comunità internazionale nella ricerca di soluzioni “pacifiche” ai conflitti in atto e un “impegno comune per un mondo privo di armi nucleari ”. Sono alcuni degli argomenti trattati nei colloqui di oggi in Vaticano per l’ udienza del Papa al Presidente della Repubblica d’Austria, Alexander Van der Bellen , che ha poi incontrato il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, e il Segretario per i Rapporti con gli Stati, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher. Evocate pure le “buone relazioni” e la “fruttuosa” collaborazione tra la Santa Sede e Vienna. Inoltre, sono state affrontate questioni quali la difesa dell’ “inviolabile” dignità della persona umana , la promozione di una cultura dell’incontro e la sollecitudine per la cura del creato . (Da Radio Vaticana)...
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Papa a Cop23: puntare a stili di vita contro indifferenza e rassegnazione

Vaticano News - 16 novembre 2017 - 1:21pm
di Roberta Gisotti Soddisfazione per quanto concordato ma anche seria preoccupazione sull’efficacia degli impegni presi se non supportati da una condivisa “coscienza responsabile” di tutti gli Stati.  Così il Papa nel messaggio alla Conferenza Onu sui cambiamenti climatici , Cop23, in corso a Bonn, in Germania. A guidare i lavori è il primo ministro delle Isole Fiji, Frank Bainimarama. A lui scrive Francesco, richiamando lo “ storico Accordo di Parigi ”, sottoscritto nel dicembre 2015 da ben 195 Paesi, da cui vogliono però uscire per volontà del presidente Trump gli Stati Uniti. Un accordo – ricorda il Papa – che “indica un chiaro percorso di transizione a basso o nullo consumo di carbonio, incoraggiando alla solidarietà e facendo leva sui forti legami esistenti tra la lotta la cambiamento climatico e quella alla povertà”. Ma, ora da Bonn si attendono – sottolinea Francesco - “linee guida, regole e meccanismi istituzionali” perché si raggiungano gli “obiettivi complessi” posti a Parigi. Per questo – raccomanda il Papa – bisogna evitare “quattro atteggiamenti perversi” nell’approcciare uno dei fenomeni “più preoccupanti” per l’umanità, “che certo non aiutano alla ricerca onesta e al dialogo sincero e produttivo” per il “futuro del nostro pianeta”. Anzitutto  “negazione”  del problema, poi ”indifferenza” e “rassegnazione”, e “fiducia in soluzioni inadeguate”, un rischio anche più subdolo. “D’altronde, - sostiene Francesco -  non ci si può limitare alla sola dimensione economica e tecnologica: le soluzioni tecniche sono necessarie ma non sufficienti”. E’ quindi “essenziale e doveroso” considerare “attentamente” “ gli impatti etici e sociali del nuovo paradigma di sviluppo e di progresso nel breve, medio e lungo periodo”. Infine un auspicio del Papa “a prestare attenzione all’educazione e agli stili di vita improntati ad un’ecologia integrale ”, capace di “una visione di ricerca onesta e di dialogo aperto”, per agire subito “senza indugio” con “il contributo di tutti”. (Da Radio Vaticana)...
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Francesco: la Chiesa ha tanto bisogno di comunione

Vaticano News - 16 novembre 2017 - 1:13pm
di Sergio Centofanti “Oggi abbiamo tanto bisogno di comunione, nella Chiesa e nel mondo”: è quanto ha detto oggi il Papa ai partecipanti all'Assemblea Internazionale della Confederazione Unione Apostolica del Clero , che sta riflettendo sul ruolo dei pastori nella Chiesa particolare. “La spiritualità diocesana” - ha sottolineato Francesco - è spiritualità di comunione al modo della comunione Trinitaria”. E come diceva San Giovanni Paolo II, la grande sfida del 21.mo secolo è “fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione”, promuovendo “una spiritualità della comunione”. Questo è possibile grazie “alla conversione a Cristo, alla docile apertura all’azione del suo Spirito e all’accoglienza dei fratelli”. Occorre cioè farsi santi: “Oggi come in passato sono i santi i più efficaci evangelizzatori, e tutti i battezzati sono chiamati a tendere alla misura alta della vita cristiana, cioè alla santità. A maggior ragione questo concerne i ministri ordinati. Penso alla mondanità, alla tentazione della mondanità spirituale, tante volte nascosta nella rigidità: una chiama l’altra, sono ‘sorellastre’, una chiama l’altra ”. I pastori – ribadisce con forza il Papa - sono chiamati a indossare “il grembiule del servizio ”, a chinarsi “sul vissuto delle proprie comunità, a comprenderne la storia e a vivere le gioie e i dolori, le attese e le speranze” del popolo di Dio. E’ fondamentale che i sacerdoti coltivino “reciproci rapporti fraterni ” partecipando “al cammino pastorale della loro Chiesa diocesana , ai suoi appuntamenti, ai progetti e alle iniziative che traducono operativamente le linee programmatiche” in unità col vescovo. Punto di riferimento “imprescindibile” è il piano pastorale della diocesi, che “va anteposto ai programmi delle associazioni, dei movimenti e di qualsiasi gruppo particolare” : “E questa unità pastorale, di tutti intorno al vescovo, farà unità nella Chiesa. Ed è molto triste quando in un presbiterio troviamo che questa unità non esiste, è apparente. E lì dominano le chiacchiere , le chiacchiere distruggono la diocesi, distruggono l’unità dei presbiteri, fra loro e col vescovo. Fratelli sacerdoti, io mi raccomando, per favore: sempre vediamo cose brutte negli altri, sempre – perché le cataratte a quest’occhio non vengono –, gli occhi sono pronti a vedere le cose brutte, ma mi raccomando di non arrivare alle chiacchiere. Se io vedo cose brutte, prego o, come fratello, parlo. Non faccio il “terrorista”, perché le chiacchiere sono un terrorismo. Le chiacchiere sono come buttare una bomba: distruggo l’altro e me ne vado tranquillo. Per favore, niente chiacchiere, sono il tarlo che mangia il tessuto della Chiesa, della Chiesa diocesana, dell’unità fra tutti noi”. Infine, il Papa invita ad avere “un respiro più grande che rende attenti alla vita di tutta la Chiesa ” : il servizio alla propria Chiesa particolare va svolto “nella docilità allo Spirito Santo e al proprio Vescovo e in collaborazione con gli altri presbiteri, ma con la consapevolezza di essere parte della Chiesa universale , che varca i confini della propria diocesi e del proprio Paese”. Così, il sacerdote è chiamato ad “essere educatore alla mondialità, non alla mondanità”: “La missione, infatti, non è una scelta individuale , dovuta a generosità individuale o magari a delusioni pastorali, ma è una scelta della Chiesa particolare che si rende protagonista nella comunicazione del Vangelo a tutte le genti”.             (Da Radio Vaticana)...
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Papa Francesco: "mai abbandonare il malato"

Vaticano News - 16 novembre 2017 - 12:47pm
di Emanuela Campanile Con la consapevolezza dei successi raggiunti dalla medicina in campo terapeutico e di quanto “gli interventi sul corpo umano diventino sempre più efficaci, ma non sempre risolutivi”, Papa Francesco puntualizza la necessità di “un supplemento di saggezza, perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona”.   Nella Lettera a mons. Paglia e ai partecipanti al Meeting Regionale Europeo della World Medical Association , e citando la Dichiarazione sull’eutanasia del 5 maggio 1980, il Santo Padre ricorda quanto sia “ moralmente lecito rinunciare all’applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico che verrà in seguito definito “proporzionalità delle cure”. Una scelta - procede il Papa - che assume responsabilmente il limite della condizione umana mortale, nel momento in cui prende atto di non poterlo più contrastare”, “senza aprire giustificazioni alla soppressione del vivere”. Un’azione, dunque, “che ha un significato etico completamente diverso dall’eutanasia, che rimane sempre illecita, in quanto si propone di interrompere la vita, procurando la morte”.  Per un attento discernimento, spiega infatti Francesco, tre sono gli aspetti da considerare: “L’oggetto morale, le circostanze e le intenzioni dei soggetti coinvolti. La dimensione personale e relazionale della vita – e del morire stesso, che è pur sempre un momento estremo del vivere – deve avere, nella cura e nell’accompagnamento del malato, uno spazio adeguato alla dignità dell’essere umano. In questo percorso - sottolinea il Pontefice - “ la persona malata riveste il ruolo principale . Lo dice con chiarezza il Catechismo della Chiesa Cattolica: «Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità». È anzitutto lui che ha titolo, ovviamente in dialogo con i medici, di valutare i trattamenti che gli vengono proposti e giudicare sulla loro effettiva proporzionalità nella situazione concreta, rendendone doverosa la rinuncia qualora tale proporzionalità fosse riconosciuta mancante.” I l Papa non nasconde la difficoltà della valutazione, soprattutto se si considerano le molteplici mediazioni” a cui è chiamato il medico : “richieste dal contesto tecnologico e organizzativo.” Altra Sua preoccupazione, la disuguaglianza terapeutica “presente anche all’interno dei Paesi più ricchi, dove l’accesso alle cure rischia di dipendere più dalla disponibilità economica delle persone che dalle effettive esigenze di cura”. Da qui, la necessità di tenere “in assoluta evidenza il comandamento supremo della prossimità responsabile” con “l’imperativo categorico” “di non abbandonare mai il malato” perché, spiega ancora Francesco, la relazione “è il luogo in cui ci vengono chiesti amore e vicinanza, più di ogni altra cosa, riconoscendo il limite che tutti ci accumuna e proprio lì rendendoci solidali. Ciascuno dia amore nel modo che gli è proprio (…) Ma lo dia!" In questa cornice d’amore, con la consapevolezza che non si può sempre garantire la guarigione e non ci si deve accanire inutilmente contro la morte, “si muove la medicina palliativa” che “riveste una grande importanza anche sul piano culturale , impegnandosi a combattere tutto ciò che rende il morire più angoscioso e sofferto, ossia il dolore e la solitudine”. Come nel Suo stile, il Santo Padre non manca di rivolgere l’attenzione ai più deboli “che non possono far valere da soli i propri interessi” e, senza dimenticare “la diversità delle visioni del mondo, delle convinzioni etiche e delle appartenenze religiose, in un clima di reciproco ascolto e accoglienza”, sottolinea che “ lo Stato non può rinunciare a tutelare tutti i soggetti coinvolti, difendendo la fondamentale uguaglianza per cui ciascuno è riconosciuto dal diritto come essere umano che vive insieme agli altri in società”. Ecco perché, conclude Francesco, “Anche la legislazione in campo medico e sanitario richiede” uno “sguardo complessivo” perché si promuova  “il bene comune nelle situazioni concrete” e   “in vista del bene di tutti”.         (Da Radio Vaticana)...
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