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Coronavirus: il Comune di Venezia fa slittare i pagamenti di Tari, Cimp e Cosap

Gente Veneta - 6 ore 3 min fa

Lunedì mattina in una Giunta straordinaria, appositamente convocata, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro approverà lo slittamento delle prossime scadenze di TARI, CIMP e COSAP così da non gravare sulla cittadinanza con tasse o canoni comunali in un momento così delicato per l’intera città.

«Nello specifico – spiega il primo cittadino – il 16 marzo sarebbe in scadenza la prima rata dell’anno in corso della TARI per il pagamento della quale i cittadini dovrebbero aver già ricevuto il bollettino a casa. Grazie all’importante lavoro fatto in questi anni per efficientare il bilancio comunale, siamo riusciti a posticipare la scadenza della prima rata facendola diventare concomitante con la seconda, prevista in pagamento per il 16 maggio, senza che questo comporti sanzioni o interessi. Per quanto riguarda le rate CIMP (canone pubblicità) e COSAP (canone occupazione spazie e aree pubbliche) previste in scadenza al 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio e 31 ottobre, abbiamo deciso di procedere modificando le scadenze in questo modo: la prima e la seconda rata si potranno pagare congiuntamente il 30 giugno, la terza al 30 settembre e la quarta il 31 ottobre come già previsto».

«Una manovra che vale circa 25 milioni di TARI e circa 4 milioni di CIMP e COSAP – aggiunge Brugnaro – Una mano tesa ai cittadini e alle tante categorie che in questo momento abbiamo il dovere di sostenere e aiutare nei limiti di quello che ci è consentito».

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Franceschi (Confesercenti Venezia e Rovigo): «Accrescere il rapporto di fiducia con i clienti, opportunità di oggi per il commercio di vicinato»

Gente Veneta - 7 ore 8 min fa

In risposta alla esasperata psicosi da Coronavirus che sta mettendo in ginocchio l’economia del nostro Paese e del territorio, Confesercenti Metropolitana Venezia Rovigo risponde con una campagna rivolta a commercianti, ristoratori, baristi e anche ai consumatori, per rilanciare i consumi in modo razionale e al contempo innovativo.

“CONfiducia, come una volta” è la volontà di costruire una rete tra i commercianti, meglio in forma aggregata ma si può partire anche singolarmente, per fornire al cittadino-consumatore un servizio a domicilio.

«Confesercenti lo dice da tempo, che di fronte ai cambiamenti delle modalità di consumo, fra tutte il dilagarsi dell’e-commerce, è necessario che il commercio di vicinato, i negozi e le imprese puntino a fornire un servizio che vada verso il cittadino. Questo momento che stiamo vivendo è l’occasione giusta per cominciare un processo che incida proprio sui consumi, ovvero una delle voci del nostro Pil che maggiormente soffre», spiega il segretario di Confesercenti, Maurizio Franceschi. «Certo la salute è fondamentale ma qui siamo di fronte ad una pandemia economica che sta facendo collassare le nostre città e le nostre imprese. Occorre dunque, ridare fiducia e ritrovare relazioni umane e dirette tra chi compra e chi vende».

Anche se pare sia il turismo, con le numerose disdette già arrivate per la primavera, il settore più in ginocchio in questa situazione di emergenza sanitaria, va ricordato che il commercio registrava già un segno negativo dei consumi e, ad oggi, a livello nazionale, sono 15mila le imprese a rischio e 60mila i lavoratori che potrebbero restare a casa.

«Chiediamo adesione ai nostri soci – conclude Franceschi – e a tutti i commercianti per fare questo cambiamento, ognuno con le proprie possibilità. Confesercenti fornirà ai soci il brand e l’immagine coordinata, così come la promozione delle attività che scelgono di aderire a CONfiducia attraverso canali social e materiali cartacei».

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Veneto: influenza in calo e ai minimi dal 2014

Gente Veneta - 7 ore 26 min fa

Nonostante l’attenzione sia in massima parte dedicata a seguire gli sviluppi del coronavirus, la Direzione Prevenzione della Regione Veneto sta monitorando anche l’andamento dell’influenza stagionale.

Nell’Ultima settimana monitorata (17-23 febbraio) il tasso d’incidenza è sceso a 8,24 casi per mille abitanti (inferiore alla media nazionale che è del 10,87 per mille), rispetto al picco di 10,83, registrato nella sesta settimana del 2020. Complessivamente, l’influenza ha colpito finora 365.700 persone, 40.400 delle quali nell’ultimo periodo.

L’età maggiormente colpita è sempre quella tra 0 e 4 anni, ma con un tasso di notifica in forte calo, sceso al 21,03 per mille. Segue la seconda fascia pediatrica (5-14 anni) con 18,56 casi per mille, anche questa in calo. Diminuzione, ma contenuta, per la fascia centrale d’età (15-64 anni) con 6,17 casi per mille. In controtendenza il leggero aumento nella fascia over 65, ma con un tasso molto basso, pari al 2,37 per mille.

In tutto, i casi gravi segnalati sono stati 12, con 3 decessi. Entrambi i dati sono, al momento, i più bassi dalla stagione 2014-2015, quando si iniziò a monitorare le complicanze.

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Una dottoranda di Ca’ Foscari scopre una spada di 5mila anni fa nell’isola di San Lazzaro degli Armeni

Gente Veneta - 8 ore 50 min fa

Una spada di 5000 anni fa è stata scoperta da Vittoria Dall’Armellina, dottoranda a Ca’ Foscari, nel monastero di San Lazzaro degli Armeni, nella laguna di Venezia.

Vittoria Dall’Armellina stava visitando il Museo di San Lazzaro degli Armeni a Venezia quando la sua attenzione venne attirata da una piccola spada, collocata in una vetrina insieme a oggetti di epoca medievale.

Agli attenti occhi della dottoranda dell’Università Ca’ Foscari Venezia, quello che aveva catturato la sua attenzione non sembrava un reperto medievale, ma una spada ben più antica, molto simile ad altre già incontrate nei suoi studi. La sua tesi di Laurea Magistrale e poi il dottorato vertevano proprio sulla nascita e lo sviluppo della spada nel Vicino Oriente antico.

La spada anatolica del 3000 a.C., scoperta da San Lazzaro degli Armeni

oLa spada infatti risultava tipologicamente molto simile ad alcune armi risalenti a circa cinquemila anni fa rinvenute all’interno del Palazzo Reale di Arslantepe (Anatolia Orientale), ritenute le spade più antiche del mondo. Successivamente a questa scoperta, divenuta celebre nel mondo archeologico, anche al museo di Tokat (Turchia) era stata riconosciuta una spada della stessa tipologia, proveniente dalla regione di Sivas. Anch’essa presenta notevoli somiglianze con l’esemplare di San Lazzaro.

Appurato che la spada non era presente nel catalogo delle antichità vicino orientali conservate nel museo dell’Isola degli Armeni, d’accordo con Elena Rova, professoressa di Archeologia al Dipartimento di Studi Umanistici e suo supervisore dottorale, Dall’Armellina prosegue l’indagine per verificare la sua intuizione e chiarire i molti punti oscuri della scoperta.

Le analisi scientifiche confermano: la spada è simile a quelle più antiche del mondo, che risalgono al 3000 a.C., non solo nella forma, ma anche nella composizione della lega.

Un’arma anatolica, dunque, riappare del tutto casualmente a Venezia riemergendo dal buio profondo del tempo che l’aveva inghiottita per millenni.

Ma qual è stata la sua storia? Come era arrivata nel monastero e quale poteva essere il legame con la comunità dei Padri Armeni? A chi era appartenuta e in che terre lontane aveva viaggiato? Chi l’aveva brandita? O chi era stato sepolto con essa?

Per rispondere a questi interrogativi, la ricercatrice ha avuto un prezioso collaboratore: Padre Serafino Jamourlian del Monastero Mechitarista di San Lazzaro degli Armeni il quale, consultando gli archivi del museo, ha contribuito a svelare una parte di questa lunghissima storia.

La spada arriva da Trebisonda a Venezia donata da un mercante d’arte e collezionista, tale Yervant Khorasandjian, nella seconda metà dell’Ottocento. Lo attesta una busta contenente un foglietto scritto in armeno, piuttosto rovinato ma copiato da qualcuno su carta moderna, che parla di una donazione (c’è una lista di oggetti) a Padre Ghevond (Leonzio) Alishan.

Viene inoltre precisato che i reperti furono rinvenuti vicino a Trebisonda, in una località̀ chiamata Kavak. Sappiamo che Ghevond Alishan, celebre poeta e scrittore amico di John Ruskin, monaco della congregazione Mechitarista e appassionato studioso di archeologia, morì a Venezia nel 1901. La vicenda quindi si colloca verosimilmente negli ultimi decenni del XIX secolo.

Il biglietto d’accompagnamento alla spada è servito da filo di Arianna per ricostruirne il viaggio fino a Venezia, dando alle studiose un’importante informazione sulla provenienza anatolica.

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Lido di Venezia: resort da 525 camere, scuola di turismo e centro benessere al posto dell’ex Ospedale al Mare. Investimento da 132 milioni

Gente Veneta - 8 ore 59 min fa

La Giunta comunale, nella sua ultima seduta che si è tenuta in via Palazzo a Mestre, ha licenziato e inviato al Consiglio la proposta di delibera di adeguamento del Piano degli Interventi, che intende dare avvio al programma dell’Amministrazione di riqualificazione complessiva di un’ampia area strategica del Lido, comprendente l’ex Ospedale al Mare e la spiaggia antistante, il monoblocco, La Favorita e via Cipro.

“Questo progetto di ampio respiro – commenta l’assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin – vuole dare un impulso decisivo al rilancio dell’isola, già avviato con la sistemazione definitiva dell’area del palazzo del Cinema e del Casinò. L’investimento oggetto della delibera – continua l’assessore – risulta decisamente importante anche per le ricadute economiche che avrà sul territorio. Una volta che le strutture saranno a regime, si prevede, inoltre, un giro d’affari di 14 milioni di euro l’anno e un impatto occupazionale di 500 nuovi posti di lavoro”.

“La delibera – spiega la presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Venezia – dà attuazione al Protocollo d’Intesa sottoscritto il 14 giugno 2019 tra Comune di Venezia, Regione Veneto, Cassa Depositi e Prestiti S.P.A. e Cdp Investimenti Sgr S.P.A. per la riqualificazione e rivitalizzazione dell’ex Ospedale al Mare, ratificato con delibera di Giunta Comunale n. 215 del 15 luglio 2019. La variante licenziata dalla Giunta prevede la riqualificazione dell’ex Ospedale al Mare attraverso la realizzazione di un complesso turistico-ricettivo di alto livello, di una scuola internazionale di turismo e di un centro benessere privato aperto al pubblico. Al contempo sono previsti la demolizione del monoblocco (ex Padiglione Rossi), il mantenimento di tutti i servizi sanitari oggi presenti e della piscina coperta nelle nuove strutture del complesso riqualificato, dotate delle più avanzate e moderne tecnologie, con adeguate dotazioni di spazi verdi e a parcheggio. Il Teatro Marinoni e la chiesa, ubicati all’interno del complesso, saranno recuperati e destinati a funzioni pubbliche, mentre la spiaggia antistante l’ex Ospedale sarà sistemata nel rispetto dei particolari valori naturalistici sviluppatisi nel lungo periodo di abbandono».

Lo sviluppo immobiliare dello storico complesso dell’ex Ospedale al Mare è destinato ad ospitare un albergo gestito dal Gruppo TH Resorts e un resort di livello internazionale gestito da Club Med, per un totale di 525 camere, con un investimento di 132 milioni di euro – 9 dei quali in opere di urbanizzazione – interamente sostenuto dal Gruppo CDP.

L’area dell’ex Favorita sarà ricondotta alla sua vocazione storica di spazio verde per l’esercizio di attività sportive e di aggregazione sociale e restituita al libero uso dei cittadini, come richiesto dalla comunità locale in occasione del processo di consultazione pubblica avviato dall’Amministrazione nell’ottobre 2016 con la pubblicazione dell’avviso per il nuovo Piano degli Interventi. Infine, la delibera prevede l’adeguamento delle norme urbanistiche per le fasce di rispetto cimiteriale, in coerenza con le disposizioni legislative in materia, con l’obiettivo di consentire la riqualificazione degli edifici degradati situati lungo il tratto di via Cipro che costeggia il cimitero del Lido”.

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È scomparsa Rita Tognon, da vent’anni direttore di Confagricoltura Venezia

Gente Veneta - 10 ore 26 min fa

Dopo una lunga e sofferta malattia è mancata la dott.ssa Rita Tognon, da oltre 20 anni direttore di Confagricoltura Venezia.

Al mattino presto di domenica 23 febbraio, circondata dall’affetto dei suoi cari e in particolare dalle sue amate nipoti, si è spenta prematuramente per ricongiungersi nella casa del Padre con i genitori Guglielmo ed Elena, quest’ultima scomparsa recentemente.

Rita Tognon, laureata in legge a Padova, aveva iniziato a collaborare con Confagricoltura a Treviso nel lontano 1989, poi a Venezia, come responsabile dell’ufficio legale e tributario dal 1990 al ’96, quindi per due anni come direttore di Confagricoltura Vicenza, per tornare infine a Venezia con l’incarico di direttore.

«Crediamo di poter affermare – dicono a Confagricoltura Venezia – che Rita lascerà un ricordo indelebile in tutti quanti hanno avuto la fortuna di conoscerla, di lavorare e collaborare con lei.

Era sempre presente e pronta a rispondere a tutte le istanze e richieste che le provenivano sia dai collaboratori che dagli associati, con una competenza e professionalità veramente rare da riscontrarsi. Era molto apprezzata anche dai suoi colleghi direttori delle altre associazioni per una preparazione in materia fiscale e legale che non aveva nulla da invidiare a molti affermati professionisti».

«Così com’era nel lavoro – continuano in associazione – ha affrontato, con determinazione e coraggio, la grave malattia che l’ha colpita, combattendo, sino all’ultimo, con le poche le forze che ancora le rimanevano, non sottraendosi mai agli impegni di lavoro e profondendo, com’era sua caratteristica, tutte le energie che aveva, senza mai lamentarsi o far pesare la sua situazione personale ai colleghi».

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Veneto, a quota 133 i casi di Coronavirus: più di metà senza sintomi, stabile il numero dei ricoverati

Gente Veneta - 10 ore 31 min fa

Sono saliti a 133, secondo l’aggiornamento delle ore 6.30 di venerdì 28 febbraio, i casi di persone positive al Coronavirus in Veneto.

Per molti casi positivi – 69, più della metà, quindi – non ci sono sintomi. Sono 29, uno più di ieri, le persone ricoverate in ospedale (8 in terapia intensiva, come ieri pomeriggio). Tre le persone già dimesse perché guarite.

Su 30 persone, infine, sono ancora in corso le indagini epidemiologiche.

Gli ammalati ricoverati in ospedale sono 28 (5 quelli di Venezia), di cui 8 in terapia intensiva.

Su 30 persone, infine, sono ancora in corso le indagini epidemiologiche.

Il gruppo più numeroso di persone infette dal Covid 19 è ancora quello di Vo’ Euganeo, con 59 individui; segue quello di Treviso, con 23.

I contagiati a Venezia sono invece 10.

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Coronavirus in Veneto: 116 le persone infettate, ma più della metà sono senza sintomi

Gente Veneta - Gio, 27/02/2020 - 17:46

Sono saliti a 116, a metà pomeriggio di giovedì 27 febbraio, i casi di persone positive al Coronavirus in Veneto.

Ma l’aumento dei casi, spesso legato al fatto che di tamponi se ne fanno in grande numero, è compensato dal fatto che più della metà delle persone infette (63, per la precisione) risultano asintomatiche.

Gli ammalati ricoverati in ospedale sono 28 (5 quelli di Venezia), di cui 8 in terapia intensiva.

Su 20 persone, infine, sono ancora in corso le indagini epidemiologiche.

In generale, il gruppo più numeroso di persone infette dal Covid 19 è ancora quello di Vo’ Euganeo, con 51 individui; segue quello di Treviso, con 22.

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Coronavirus: quando va eseguito il tampone? Le indicazioni della Regione Veneto

Gente Veneta - Gio, 27/02/2020 - 17:29

Per aiutare la chiarezza della conoscenza delle situazioni legate al coronavirus da parte della popolazione, gli esperti della Regione Veneto hanno approntato uno schema, basato sulle precisazioni inviate dal Ministero della Salute con la circolare del 25 febbraio, che spiega quando va eseguito il tampone nei soggetti contatto di caso confermato. Eccone una sintesi:

  • Se il contatto stretto è asintomatico, viene posto in isolamento domiciliare fiduciario senza l’esecuzione del test con tampone.

  • Se il soggetto, durante il periodo dei 14 giorni di durata dell’isolamento, dovesse manifestare una sintomatologia, lieve o grave che sia, viene immediatamente preso in carico dal servizio sanitario regionale.

  • Nel caso in cui la sintomatologia sia lieve, viene garantita la valutazione da parte del proprio medico curante e l’effettuazione del tampone.

  • Se la sintomatologia invece è grave, interviene il 118 e il paziente viene trasferito al reparto di malattie infettive dell’ospedale di riferimento e viene effettuato il tampone.

  • Se il tampone risulta positivo, si prosegue con quanto previsto per il caso confermato.

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Studio di Ca’ Foscari: in laguna le imbarcazioni producono il 9% delle nanoparticelle di smog

Gente Veneta - Gio, 27/02/2020 - 13:41

Scienziati dell’Università Ca’ Foscari Venezia hanno completato il primo studio sulle nanoparticelle emesse dal traffico marittimo a Venezia. Secondo i risultati preliminari, tra il 7 e il 9 per cento delle nanoparticelle, con diametro inferiore a 0,1 micron (un decimillesimo di millimetro), sono dovute agli scarichi delle imbarcazioni. Questo tipo di traffico incide più per il ‘nano’ particolato che per le PM2.5 o superiore. Il dato proviene da un campionamento svolto tra agosto e novembre 2018 con una specifica apparecchiatura posizionata nella centralina ARPAV di Sacca Fisola, sul Canale della Giudecca.

Studi precedenti avevano già dimostrato che l’impatto del traffico marittimo aumenta al diminuire della dimensione delle particelle, ma erano stati effettuati pochi studi e limitati al massimo a 1 micron di dimensione. Le nanoparticelle, invece, possono penetrare più in profondità nell’apparato respiratorio, con possibili conseguenze più dannose sulla salute.

“Ci siamo chiesti quanto del particolato inferiore al micron fosse dovuto alla presenza delle navi nella nostra città – spiega Elena Gregoris, ricercatrice di Chimica analitica – confermando che il traffico marittimo incide più con nanoparticelle che con quelle più grandi e calcolando il contributo: mentre le nanoparticelle ‘navali’ arrivano al 9% del totale, per dimensioni superiori non si supera il 3 per cento”.

La ricerca è stata possibile grazie al programma Interreg Italia-Croazia e fa parte delle attività del progetto ECOMOBILITY, appena concluso, finanziato con 830mila euro e coordinato da Ca’ Foscari. La dimensione transfrontaliera del progetto ha permesso un confronto con un’altra città portuale, Rijeka (Croazia), dove l’impatto da traffico navale risulta inferiore rispetto a quello misurato a Venezia. Anche nel porto croato le nanoparticelle hanno mostrato un impatto più elevato rispetto al particolato più grande: per le particelle “nano” si arriva al 2 per cento, contro lo 0,5 per cento delle particelle più grandi.

L’obiettivo del progetto era promuovere la sostenibilità ambientale del trasporto stradale e navale in aree costiere, utilizzando un approccio eco-compatibile. Oltre alle analisi sull’inquinamento, il team internazionale ha sviluppato un vero e proprio strumento utile alle amministrazioni locali.

“Il risultato più visibile del nostro progetto – spiega Salvatore Orlando, professore di Informatica al Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica – è l’applicazione per smartphone EcoMobility. Si tratta di un’applicazione per smartphones ed altri dispositivi portatili che permette ai cittadini sia di avere informazioni real-time sull’inquinamento della città, che di pianificare viaggi ecologici.” L’app è disponibile tramite desktop al link web.ecomobility.dsi.unive.it.

“I dati di inquinamento provengono dalle centraline ARPAV e non sono utilizzati solo per l’applicazione – aggiunge Andrea Gambaro, professore di Chimica analitica e coordinatore del progetto – abbiamo anche creato un sistema di supporto per i gestori del traffico urbano che ricevono degli avvisi in tempo reale, al superamento di determinate soglie di inquinamento. In questo modo gli enti preposti possono intervenire preventivamente per evitare il sovrainquinamento”.

Al progetto hanno partecipato anche l’Università e la municipalità di Rijeka in Croazia, Regione del Veneto e l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Isac) in Italia.

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Coldiretti Venezia, al via per trenta imprenditrici il corso d’inglese

Gente Veneta - Gio, 27/02/2020 - 13:20

Sono trenta le imprenditrici veneziane che a partire da lunedì 2 marzo si metteranno alla prova con un corso d’inglese che le vedrà occupate per mesi.

Il corso si svolgerà in tre parti diverse della provincia per favorire la provenienza delle corsiste: quindi a Mestre, Cavarzere e San Donà di Piave.

Questa opportunità, arrivata grazie a un finanziamento della Regione Veneto, consentirà alle imprenditrici di migliorare la conoscenza della lingua inglese, dapprima in lezioni frontali in aula e in seconda battuta “one to one” con l’insegnante che, in questo modo, potrà essere ancora più incisiva nell’apprendimento.

«E’ un’iniziativa per noi molto utile e interessante», afferma Raffaella Veronese, responsabile provinciale di Donne Impresa. «Spesso nel lavoro ci troviamo nelle condizioni di dover tenere i contatti con l’estero e per chi non ha avuto una formazione specifica d’indirizzo, si trova in difficoltà».

Tra le donne impresa c’è chi conduce l’attività agrituristica di solo alloggio vicino a Venezia, chi invece tratta anche la ristorazione, chi è specializzata nel servizio di fattoria didattica, chi è già proiettata all’internazionalizzazione con le esportazioni del proprio vino, chi vende i propri prodotti nei mercati agricoli e, specie a Venezia, si trova di fronte turisti stranieri, chi semplicemente vede nel corso uno stimolo per migliorarsi.

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Coronavirus, Jesolo: diecimila presenze in meno

Gente Veneta - Gio, 27/02/2020 - 10:55

«Per il principio della massima prudenza, la scelta di annullare gli eventi è condivisibile, ma è opportuno evitare eccessivi allarmismi. Viste le disdette, ci aspettiamo un sostegno dal Governo, almeno a livello di sgravi fiscali». Psicosi da Coronavirus, Jesolo registra decine di disdette. Si tratta dell’onda lunga provocata dall’annullamento degli eventi legati al carnevale veneziano. Ma anche dalla paura del Covid-19 che sta allontanando i turisti della città. Pesantissima la prima stima: nei trenta hotel attualmente aperti gli operatori temono di aver perso circa 10mila presenze. «E’ una perdita pesante – ammette Christofer De Zotti, albergatore e capogruppo della lista “Jesolo Bene Comune” – che registriamo oltretutto in un momento meno brillante visto che rispetto al Carnevale dello scorso anno avevamo già avvertito un calo di presenze di circa il 30 per cento. I timori sono condivisibili ed è opportuno essere prudenti, però diciamo no ad ogni forma di allarmismo».

Per questo lo stesso consigliere comunale si è fatto portavoce di una proposta subito seguita da tanti altri albergatori in città: «Occorre buon senso in mezzo a tutto questo caos – aggiunge – in questi giorni si diffondono notizie false e allarmismi oltre misura. Ho proposto di usare i social per dare al mondo un messaggio positivo, ma soprattutto reale, sulla situazione a Jesolo, in Veneto e in Italia. Usciamo, portiamo i bambini nei parchi e in spiaggia, sfruttando il fatto che sono a casa da scuola. Andiamo negli uffici, in banca, in piazza come si farebbe in qualsiasi altro giorno». Da ciò l’appello a mostrare una città viva e che affronta anche questa situazione con la consueta serenità.

«Non ha nessun senso – conclude De Zotti – restare a casa o smettere di avere una vita normale. La nostra città ha bisogno di uno sforzo collettivo in un momento difficile, delicato. Utilizziamo questa situazione per riscoprire un senso di unità, perché tra qualche giorno la situazione rientrerà nella normalità, ma tutti noi abbiamo il dovere di aiutare la nostra città, le nostre aziende e i lavoratori jesolani ad essere competitivi, attraenti e forti». Anche nella vicina Cavallino-Treporti si continua ad affrontare l’attività turistica con il consueto impegno. «Stiamo seguendo con attenzione – spiega Paolo Bertolini, presidente del Parco Turistico – l’evoluzione della situazione. Continua il nostro impegno promozionale internazionale e la presenza alle fiere, con Venice Sands, di tutta Europa. In questi giorni siamo a Norimberga, poi sarà la volta di Berlino e delle città dell’Est Europa».
Giuseppe Babbo

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Coronavirus, Leoni (Ordine dei medici): La sfida ora è limitare il contagio

Gente Veneta - Gio, 27/02/2020 - 10:09

«Spero che nel giro di 15 giorni, quando ci saranno dei dati più corposi e si avrà modo di capire meglio l’evoluzione della malattia e dei soggetti ricoverati, tutto posso essere ricondotto ad una ben più normale dimensione».
Una previsione e un auspicio, quella di Giovanni Leoni, presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Venezia e vicepresidente nazionale dell’Ordine. «La maggior sfida oggi – prosegue Leoni, chirurgo all’Ospedale civile di Venezia – è contenere la diffusione locale del virus e verificare se le misure di contenimento prese hanno una reale efficacia. Non possiamo che seguire giorno per giorno il numero dei soggetti che si dimostreranno positivi e la loro evoluzione clinica. Ma senza nulla togliere alla pericolosità del momento, è possibile e non solo auspicabile che si vada incontro all’evoluzione dell’influenza stagionale». Domenica 23 mattina, ricorda Giovanni Leoni, «ero di turno in ospedale e avevo iniziato il mio giro in chirurgia, quando alcuni colleghi mi hanno avvisato di avere due casi in rianimazione: due pazienti maschi, di età molto avanzata, con una sindrome respiratoria acuta – essenzialmente una polmonite virale – risultati positivi al test del coronavirus».

Sono i due veneziani ancora in terapia intensiva e rappresentano la metà dei casi riscontrati nella città storica (un terzo è ricoverato nel reparto di malattie infettive e un quarto è in isolamento a casa propria). “La nostra rianimazione – assicura Leoni – consente di tenerli in un ambiente separato. Intanto tutti i medici, gli infermieri e gli operatori del reparto, anche se non sono stati a contatto diretto con questi pazienti, sono stati sottoposti a tampone e si è provveduto alla disinfezione dei locali anche se, fortunatamente, si tratta di virus molto labili che vivono poche ore al di fuori dell’organismo umano. L’infezione è per contatto diretto tra persone, tramite goccioline di saliva, starnuti e colpi di tosse. Sono state attivate tutte le misure di prevenzione di altri contagi ma l’evoluzione è molto rapida e imprevedibile: non siamo in grado di sapere che cosa accadrà oggi”.

Di fronte a un virus per cui non ci sono né farmaci nei vaccini «l’unica risposta – assicura Leoni – è la quarantena e l’isolamento. Occorre possibilmente individuare la sorgente del contagio, i contatti che si sono via via propagati, sottoporre i casi sospetti alla quarantena e isolare i pazienti positivi, ma in pochi giorni lo scenario è cambiato: il virus non è più solo di importazione; ormai è residente in Italia e circolante sul territorio». I due uomini in rianimazione a Venezia hanno 88 anni e non si conoscono tra loro: «La patologia non è sempre letale come la Sars o l’Ebola, però al momento, non disponendo di antivirali specifici né di vaccino, possiamo solo praticare terapie di supporto e tentare di prevenire complicanze di sovrainfezione batterica. Ma il problema maggiore è evitare che si verifichi un deficit multiorgano, cioè che cedano non solo i polmoni, ma anche reni e fegato». Il vicepresidente Fnomceo esprime gratitudine e sostegno al personale sanitario dell’ospedale: “Tutti gli operatori si sono comportati in maniera assolutamente adeguata con grande senso di responsabilità, coraggio e abnegazione pur sapendo di rischiare in proprio e di mettere potenzialmente a rischio anche la salute delle loro famiglie, soprattutto il personale in prima linea del pronto soccorso”. Tuttavia, osserva, “dobbiamo proteggere e mettere in sicurezza tutti gli operatori perché se cominciano ad ammalarsi medici e infermieri, non potranno più aiutare e assistere i cittadini”. «E non facciamoci prendere dal panico». La quarantena, di cui la Repubblica Serenissima è stata maestra, è ancora efficace: “Se siamo sopravvissuti a diverse pestilenze senza antibiotici e respiratori automatici nonostante gravi perdite in termini di vite, lo dobbiamo alle misure messe in atto dai nostri antenati in termini di isolamento”.
Giorgio Malavasi Giovanna Pasqualin Traversa

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Campane a distesa, in tutta la Diocesi, il mercoledì delle Ceneri alle ore 18 e domenica 1° marzo alle 12

Gente Veneta - Mer, 26/02/2020 - 12:02

Oggi, mercoledì delle Ceneri, alle ore 18, e domenica 1° marzo alle ore 12, verranno suonate a distesa le campane di tutta la Diocesi.

È il modo indicato dal Patriarca Francesco per ricordare anche in questo modo, pur nell’assenza delle celebrazioni liturgiche, che il nostro tempo è un tempo consacrato a Dio in grazia del battesimo che abbiamo ricevuto.

«Come sapete – fa presente in una nota il Vicario generale del Patriarca, mons Angelo Pagan – per evitare di mettere facilmente a rischio i nostri fratelli, soprattutto quelli fratelli più deboli e anziani, ci è stato ponderatamente e ragionevolmente chiesto l’atto di comune responsabilità di non celebrare le Sante Messe in modo pubblico, cioè con la partecipazione dei fedeli. E’ un sacrificio, soprattutto per coloro che sono usi a frequentare le nostre liturgie feriali, ma proprio costoro sono coloro che più facilmente rischierebbero di trovarsi a dover soffrire per nostri comportamenti difformi. In questo peculiare inizio di Quaresima, perciò, il Patriarca chiede che vengano suonate le campane a distesa, nei due giorni indicati».

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Coronavirus, Zaia: 215 assunzioni immediate, tra cui 100 infermieri

Gente Veneta - Mer, 26/02/2020 - 11:47

Assunzione immediata a tempo indeterminato per 215 figure professionali della sanità, per far fronte ai maggiori carichi di lavoro legati all’emergenza coronavirus.

Lo ha deciso il Presidente della Regione del Veneto, utilizzando i poteri derivatigli dall’essere Soggetto Attuatore per l’emergenza coronavirus in Veneto, e attingendo con procedura d’urgenza ai candidati risultati idonei nelle graduatorie dei concorsi già effettuati da Azienda Zero.

Si tratta di 100 infermieri professionali; 80 operatori sociosanitari; 20 assistenti sanitari, 10 tecnici; e 5 autisti, che vengono distribuiti alle diverse Ullss sulla base delle esigenze emerse.

“Anche su questo fronte siamo sul pezzo – commenta il Governatore – e rafforziamo l’organico, che pur negli ultimi anni è continuamente aumentato, per mettere altre forze in campo e aiutare chi è già all’opera, creando comunque nuove disponibilità anche in via precauzionale. L’assunzione è a tempo indeterminato – conclude – per cui queste 215 figure rimarranno in servizio, dove sarà più utile, anche dopo la fine dell’emergenza”.

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Coronavirus: sono adesso 45, in Veneto, le persone infettate

Gente Veneta - Mar, 25/02/2020 - 20:58

È di 45 persone infettate il bilancio più recente in Veneto. Stilato alle 18.30 di oggi dalla Regione, aggiunge tre casi rispetto al report delle ore 12.30.
La maggior parte dei casi sono associati a Vo’ Euganeo: 33 sono ora le persone che risultano positive al Coronavirus. Tra esse, 19 sono in isolamento a casa loro, mentre 13 sono ricoverate a Padova (2 in terapia intensiva, le altre 11 nel reparto di malattie infettive).
Quattro casi positivi sono associati al gruppo che ha contratto il virus nell’ambito dell’ospedale di Mirano: sono tre operatori sanitari, attualmente non ricoverati, e una quarta persona in terapia intensiva a Padova.
Associati al gruppo di Venezia centro storico sono 4 ammalati, di cui 3 ricoverati al Civile, a malattie infettive o in terapia intensiva.
Infine ci sono 4 persone che si sono infettate e di cui si sta cercando di capire come e dove siano venute a contatto con il Covid 19.
Due finora i decessi: dopo l’anziano pensionato di Vo’ oggi pomeriggio, infatti, è mancata una donna 76enne, ricoverata all’ospedale di Treviso: il Coronavirus si è purtroppo sommato ad altre gravi patologie che la signora già scontava.

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Coronavirus, Caner: «Chiedo al Governo ammortizzatori sociali per il turismo. E una grande campagna promozionale»

Gente Veneta - Mar, 25/02/2020 - 16:49

«Il Veneto chiede ammortizzatori sociali anche per gli operatori del turismo, che è la prima industria del nostro paese, indicazioni omogenee e condivise perché i nostri operatori possano correttamente presentare la situazione e l’offerta turistica italiana e veneta alle fiere e sui mercati esteri e una campagna promozionale nazionale massiccia, una volta superata l’emergenza Coronavirus”.

Lo chiede l’assessore regionale al turismo Federico Caner, che comunicherà al Governo le richieste che vengono dal Veneto colto dall’emergenza Coronavirus.

Caner ha incontrato oggi i rappresentanti del mondo economico e produttivo nel centro operativo della protezione Civile del Veneto, insieme agli altri colleghi di giunta e al presidente della Regione Luca Zaia.

A preoccupare operatori e categorie sono il trend delle disdette e la campagna negativa di questi giorni dei media mondiali nei confronti del Nord Italia e dell’intero Paese. Ma anche l’assenza di ammortizzatori sociali per gli operatori dei servizi turistici.

Il tavolo regionale per il turismo chiede, inoltre un dialogo diretto con il Ministero degli Esteri per rassicurare i paesi esteri e gli operatori internazionali sulle garanzie di salubrità e accoglienza del sistema ricettivo del Veneto e dell’Italia.

“Infine faccio appello al coordinamento tra tutti i soggetti in campo per evitare interpretazioni inutilmente restrittive delle ordinanze – ha esortato l’assessore – E’ inutile e dannoso chiudere gli impianti a fune prima del termine della stagione o imporre al personale di accoglienza negli hotel di indossare la mascherina: sono misure che non valgono nulla in termine di prevenzione dal contagio e producono solo danno all’immagine turistica del veneto. Ricordo che gli uffici regionali al pubblico sono e restano aperti a tutti, a partire da quelli di informazione e accoglienza turistica”.

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Coronavirus, Zaia: no al coprifuoco, resteranno aperti negozi e mercati. Test solo su chi è stato a contatto diretto con malati

Gente Veneta - Mar, 25/02/2020 - 15:13

“Al governo abbiamo chiesto provvedimenti diretti, che non possono limitarsi agli aspetti fiscali o solo alle ‘zone rosse’. Siamo una Regione che produce oltre 165 miliardi del Pil italiano e rischiamo di essere una delle aree più colpite dall’emergenza coronavirus. In particolare il sistema turistico rischia di pagare un conto salatissimo. Aiutateci a mettere a fuoco le esigenze prioritarie per rappresentare al meglio le nostre proposte al Governo in stretto coordinamento con le altre Regioni”.

Il presidente della Regione Veneto, incontrando i rappresentanti del mondo produttivo e delle istituzioni del Veneto insieme a tutti gli assessori della Giunta nel centro operativo della Protezione Civile di Marghera, ha confermato il massimo impegno della Regione a gestire in maniera unitaria e coordinata, anche con l’ausilio di tutti i mondi dell’economia e del sociale, l’attuale fase di emergenza invitando tutti a seguire lo ‘spirito di squadra’ e ad applicare ‘buon senso’.

“Nelle prossime ore ci confronteremo in videoconferenza con i ministri competenti – ha annunciato – e ci faremo parte attiva nel sollecitare direttive chiare e condivise e nel rappresentare le richieste della società veneta e in particolare dei settori più colpiti, al fine di evitare che l’emergenza sanitaria si traduca in emergenza economica”.

Quasi 4 mila tamponi già effettuati, con priorità per gli operatori sanitari e i pazienti dell’ospedale di Schiavonia e di quelli di Venezia e di Dolo, una rete di presidi di emergenze nelle tende riscaldate della protezione civile nei presidi hub delle nove Ulss per garantire un triage separato e 900 posti letto aggiuntivi qualora si verificasse un maggior afflusso di pazienti ai servizi di Pronto Soccorso, un ospedale svuotato e sanificato (Schiavonia) per fronteggiare eventuale picco di ricoveri, piena funzionalità in tutte le Ulss di reparti di terapia intensiva e messa a disposizione dei letti liberi in tutte le rianimazioni del Veneto, garantendo nel contempo il proseguo dell’attività trapianti: queste le principali misure adottate dalla Regione per prevenire e gestire focolai e contagi del virus cinese, seguendo le linee guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità, dell’Istituto Superiore di Sanità e del Governo.

Misure alle quali la Regione sta dando seguito, sul fronte sanitario, con l’acquisto di presidi sanitari come disinfettanti e mascherine ricorrendo a brokers d’Oltreoceano (la Cina, principale produttore, ha dato fondo alle scorte), potenziando con una quindicina di ulteriore operatori il Numero verde attivato due giorni fa (solo ieri 4200 telefonate ricevute) e coinvolgendo i medici di medicina generale attraverso il triage telefonico nel primo screening dei potenziali pazienti.

“Ricordo che quelli registrati in Veneto sono tutti contagi secondari, individuati soltanto grazie ai medici perché molti ricoverati presentano sintomi del tutto identici a quelli di una normale influenza di stagione e non corrispondono al quadro epidemiologico fissato dalle autorità nazionali e internazionali – ha puntualizzato il governatore – Siamo in presenza di un virus che in 9 casi su 10 risulta asintomatico. Per cui mi aspetto che anche in Veneto i casi positivi ai test continueranno ad aumentare, perché siamo il Paese che sta controllando di più”.

“Ora si fa pressante la necessità di rivedere il meccanismo di ricorso ai test, effettuandoli soltanto sulle persone che sono venute a contatto diretto con il virus o alle persone con gravi problemi respiratori conseguenti all’influenza (febbre superiore a 38°,dispnea, polmoniti, ecc)”, ha annunciato il presidente insieme all’assessore alla sanità e al sociale.

Quanto alle misure adottate il presidente della Regione e la Giunta si sono detti impegnati a valutare gli effetti dell’ordinanza adottata sabato d’intesa con il ministro della Salute e di concerto anche con le Regioni Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Piemonte. Un’ordinanza precauzionale, sicuramente perfettibile, che non escludo di reiterare e magari modificare – ha annunciato il presidente – Il nostro obiettivo non è instaurare il coprifuoco e isolare 5 milioni di abitanti, ma abbattere i rischi di contagio evitando le grandi aggregazioni, sempre però pensando ad un ‘atterraggio morbido’ nei confronti della popolazione. Per questo non abbiamo voluto chiudere bar e ristoranti, né i centri commerciali, tantomeno i mercati rionali, indispensabili per l’approvvigionamento. Abbiamo, invece, predisposto misure contenitive per le chiese, pensando ai loro frequentatori abituali, che sono le persone più anziane, proprio quelle più vulnerabili rispetto al Covid-19”

“Abbiamo adottato tutte le misure necessarie per affrontare una situazione di emergenza sanitaria che sta avendo pesanti ripercussioni sulla vita sociale e sull’economia del Veneto – ha ricordato il presidente – e la diffusione del panico non aiuta. Invito i sindaci e quanti sono chiamati ad applicare l’ordinanza presente e quelle che verranno ad utilizzare il buon senso, da buon padre di famiglia. E ringrazio tutti i lavoratori, in particolare i 54 mila ‘angeli con il camice’, che non si stanno risparmiando in questa fase di criticità”.

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Quaresima, lettera del Patriarca Francesco: nei giorni della prova viviamo la comunione ecclesiale oltre la “visibilità” e “fisicità” dell’incontro

Gente Veneta - Mar, 25/02/2020 - 15:05

Qui di seguito la lettera che il Patriarca Francesco indirizza alla Diocesi per l’inizio della Quaresima

«Carissimi, quest’anno il tempo quaresimale inizia in modo imprevisto e diverso da come lo potevamo immaginare solo pochi giorni fa.

Viviamo una settimana in cui per l’emergenza sanitaria ci viene chiesto, come cittadini responsabili e partecipi del bene comune, di far nostre – con condiviso senso civico – le indicazioni che le autorità impongono a tutela della salute pubblica e soprattutto delle persone fragili.

Alla fine, per il cittadino-cristiano, si tratta di un atto di responsabilità politica e di carità ecclesiale. Mentre preghiamo per coloro che sono chiamati a decidere per il bene pubblico, ribadiamo che prudenza e senso civico non hanno a che fare con paure dannose e allarmismi ingiustificati, anche se la situazione risulta seria e da non sottovalutare.

Questi giorni, comunque, per le nostre comunità ecclesiali, comportano dolorose restrizioni all’inizio di un tempo liturgico importante come è la Quaresima – “tempo forte” della Chiesa – in cui da tutta la comunità dei credenti s’innalza l’invocazione: “Perdona Signore, perdona il tuo popolo”.

Ci è stato chiesto di non riunirci in assemblee numericamente significative. E proprio per questo, come discepoli del Signore, siamo chiamati a riscoprire, con più forza ancora, il senso della Chiesa – popolo di Dio e Corpo di Cristo – superando i facili individualismi.

Siamo chiamati a vivere la comunione ecclesiale in una specie di diaspora (dispersione), intensificando il rapporto personale col Signore attraverso momenti significativi di preghiera personale, come pure in famiglia e tra gli amici.

Per il credente nulla è casuale e tutto è occasione di grazia, ossia è tempo favorevole (kayros) per crescere sia in umanità sia come Suoi discepoli.

Ci addolora profondamente non poter celebrare pubblicamente la liturgia del Mercoledì delle Ceneri – inizio solenne e comunitario della Quaresima – e anche avere delle restrizioni per le liturgie della prima Domenica di Quaresima.

Dobbiamo comunque vivere intensamente la nostra appartenenza e comunione ecclesiale, andando oltre la “visibilità” e “fisicità” dell’incontro.

La Domenica è, da sempre, il giorno del Signore; esorto, quindi, a viverla in ogni caso con il massimo impegno.

Carissimi, la dolorosa limitazione imposta all’assemblea eucaristica domenicale diventi un’occasione di crescita nella comunione col Signore e tra noi; tutto, riceviamo, infatti, dalla Chiesa, che è il noi della fede e della carità di cui ogni singolo, con gli altri, è un piccolo ma significativo membro.

Al centro poniamo la Parola di Dio, meditata con fede e amore in modo semplice, considerandola come realmente è: Parola viva e attuale, detta per noi oggi.

Riscopriamo il valore dell’adorazione eucaristica come presenza personale dinanzi al Santissimo Sacramento e del sacramento della Confessione, ancora poco praticato; è il momento in cui, nella fede, incontriamo la misericordia di Dio e siamo riconciliati fra noi. La Chiesa antica lo chiamava il secondo battesimo o il battesimo delle lacrime; è il segno sacramentale che, proprio col battesimo, esprime bene il tempo liturgico.

La situazione che viviamo in questi giorni ci risveglia bruscamente dall’illusione d’esser la generazione che, grazie alle sue conoscenze tecnico-scientifiche, aveva messo tutto sotto controllo. Non è così e oggi, lo vediamo in modo traumatico poiché la nostra vita di creature rimane fragile e vulnerabile. La fragilità, infatti, è propria dell’uomo/creatura e, quindi, non è qualcosa di superato che riguardava solo i secoli trascorsi. E pensare di fare a meno di Dio, Creatore e Padre, è vuota illusione.

L’oggi che viviamo sia appello a far sì che la nostra vita di credenti esca da abitudini scontate, si esprima in scelte responsabili ed autentiche di fede e anche in gesti più coraggiosi.

Ricordo, infine, l’antica ma attuale pratica della Via Crucis, la recita del santo Rosario, i segni concreti e quotidiani di carità verso i poveri e i sofferenti, le opere di misericordia spirituali e corporali.

La Madonna della Salute, così cara a noi veneziani, vera capitana da mar, vigili sui giorni che viviamo infondendo speranza e indicandoci la strada, Suo Figlio Gesù, il nostro Santissimo Redentore.

Dio benedica tutti!».

Francesco, Patriarca

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In televisione e sulla pagina Facebook di Gente Veneta la Messe delle Ceneri con il Patriarca. Domenica 1° marzo Messa dalla Salute

Gente Veneta - Mar, 25/02/2020 - 14:50

Messe delle Ceneri e della prima Domenica di Quaresima, presiedute dal Patriarca Francesco Moraglia, in diretta tv su Antenna 3 e Rete Veneta e sulla pagina Facebook di Gente Veneta.

Mercoledì 26 febbraio, alle ore 18.00, dall’altar maggiore della basilica cattedrale di S. Marco a Venezia

Domenica 1 marzo, alle ore 11.00, dall’altar maggiore della basilica della Madonna della Salute a Venezia, con preghiera di affidamento alla Madonna della Salute.

Il settimanale diocesano Gente Veneta (attraverso la sua pagina Facebook) e le emittenti televisive Antenna 3 e Rete Veneta (rispettivamente sui canali 13 e 18 del digitale terrestre) trasmetteranno in diretta le S. Messe presiedute – in forma non pubblica – dal Patriarca di Venezia Francesco Moraglia in occasione del Mercoledì delle Ceneri e della prima Domenica del tempo liturgico della Quaresima.

In tal modo si intende venire incontro alle esigenze spirituali e garantire un prezioso servizio a tutti i fedeli dei territori veneti, offrendo loro l’opportunità di un tempo di preghiera e di meditazione (personale e familiare) reso comune dai mezzi televisivi e social, in considerazione del fatto che l’emergenza Coronavirus attualmente in corso ha portato alla sospensione, in questi giorni, di tutte le celebrazioni pubbliche delle S. Messe e degli altri riti normalmente previsti nel tempo liturgico che si sta vivendo.

Si precisa ancora che tali celebrazioni si svolgeranno in forma non pubblica e che, pertanto, in concomitanza degli eventi le due basiliche resteranno chiuse.

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